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ENEA: le RSU chiamano alla mobilitazione contro tagli e commissariamento

Si vogliono strangolare tutti i centri di ricerca, cresce la protesta. Importante documento RSU contro le politiche miopi e la gestione dell'ente malgoverno. Si prepara la manifestazione del 4 giugno a Montecitorio.

30/05/2013
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Importante documento della principale RSU dell’ENEA, che è quella anche del più grande centro di ricerca italiano, che vive una grave situazione di tagli ai servizi e alle attività.

In realtà la proposta di far uscire all’esterno la protesta viene da diverse assemblee intercentri e in video conferenza che hanno visto coinvolte la maggioranza delle RSU italiane dell’ENEA, divenendo anche un significativo e inedito momento di partecipazione.

Ormai siamo sull’orlo della impossibilità operativa. Le strutture sono gestite con sprechi e irrazionalità. Il governo dei tecnici ha operato nuovi pesanti tagli riducendo il fondo ordinario a 158 milioni, mentre solo le spese per i tremila dipendenti ammontano a 190 milioni. Invece di fare una politica di massima efficienza delle strutture, come d’altra parte ci si aspetterebbe dal principale soggetto in materia di risparmio energetico, si vorrebbe far cassa diminuendo le attività sperimentali, considerate un costo, e persino dimezzando il servizio mensa abbassando il costo a quattro euro. Nel frattempo decuplicano le indennità dei vertici e moltiplicano le caselle superando ogni record italiano.

Ma non c’è solo la RSU di Casaccia. Tutte le altre RSU, come daremo conto, sono in stato di agitazione contro tagli pesanti che riducono a livelli minimi la funzionalità. Ogni giorno si assiste ad una provocazione del vertice, a Trisaia (Basilicata) ieri hanno tolto persino le cassette di pronto soccorso presenti negli edifici sperimentali.

Di seguito il documento della RSU Casaccia inviato alle Organizzazioni sindacali; il documento riprende ed è in piena sintonia con le precedenti mozioni delle assemblee intercentri e quindi la FLC CGIL nazionale condivide le proposte in modo convinto. Anche gli obiettivi non sono per nulla generici, perché qualcuno dopo aver ignorato e ostacolato per anni ogni ipotesi di cambiamento, vede la possibile discussione che si può aprire sull’ENEA come occasione per far restare in sella vecchie logiche e vertici.

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ORMAI NON POSSIAMO PIU' ASPETTARE, BISOGNA MANIFESTARE

Nei mesi passati le RSU ENEA e le assemblee dei dipendenti hanno chiaramente indicato nella mobilitazione attiva lo strumento utile per porre fine al commissariamento dell’Ente e ottenere l’emanazione del decreto previsto dall’art 37 legge 99/2009 atteso da anni. Una mozione sottoscritta da tutte le RSU in data 8 maggio e dalla maggioranza delle rsu a luglio dello stesso anno, sosteneva altresì la necessità di “azzerare una stagione nata sul rilancio del nucleare ma incapace ora di riformulare il proprio ruolo e sempre più votata a moltiplicare gli incarichi di struttura” e, di conseguenza, esprimeva l’urgenza di lavorare per “il recupero e il consolidamento del ruolo tecnico scientifico dell’ENEA tra gli Istituti di ricerca nazionali ed internazionali” nonché il “ritorno ad una situazione di normale funzionamento dei Centri ENEA non più gravati da tagli costanti e condizioni precarie”.

Tale appello era quindi indirizzato a tutte le OoSs, nessuna esclusa, affinché ciascuna s’impegnasse assieme alle altre o con proprie iniziative per far uscire l’ENEA dalla situazione di impantanamento ben raffigurata da oltre tre anni di commissariamento.

Questa mobilitazione non può essere lasciata cadere. Soprattutto oggi che ai nodi ENEA si aggiunta la scure della spending review, concepita semplicemente come metodologia di taglio lineare, mirato solo a fare cassa a spese del “pubblico impiego”.

L'ENEA commissariata è ormai un ente privo di presente di futuro e dalla mission tutta indefinita e incapace peraltro di difendere se stessa dall’indifferenza di una politica concentrata nella battaglia di salvaguardia della lobby, il nostro ormai è un ente più esposto di altri alle minacce di scomposizione, sottrazione, dismissione e messa in esubero di quote consistenti di personale.

In tutto questo caos gestionale in sede centrale ci si preoccupa di festeggiare la "giornata del benessere e della trasparenza" mentre si operano tagli generalizzati nei centri dove si fa ricerca con difficoltà, ci si preoccupa di dotare l'ENEA della peggiore mensa italiana e mentre i ricercatori sono da anni in blocco stipendiali la casta dell'ENEA si autoassegna in sordina incrementi e promozioni a carico del bilancio. Nel frattempo l’impegno costante della gestione commissariale continua ad essere quello di rigonfiare il numero e il costo delle caselle, fare politiche dedicate, premiare un apparato gestionale che appare sempre più inadeguato se ci si vuole affermare come ente di eccellenza misurandosi con gli stardard europei che richiedono in primo luogo correttezza e trasparenza nelle carriere, nelle valutazioni, anche nelle assunzioni, nonché rispetto per i giovani e i precari verso cui è stata realizzata invece la politica dell'uso e getta, fino alla mortificante politica di sottopagare come amministrativi i fisici e gli ingegneri a tempo determinato.

Tagli insensati si abbattano sull'ENEA da troppo tempo, quello sul 2012 è di oltre 4 milioni, mentre si prolunga ormai da quattro anni asfissianti una gestione commissariale, la quale, supina ai vari governi, è arrivata ad esaltare i tagli alla ricerca come fonte di virtualità, ma nello stesso tempo non ha realizzato nessun serio intervento di razionalizzazione delle infrastrutture che si richiedono per realtà che ospitano laboratori, impianti, servizi tecnologici

Per tutto ciò la RSU Casaccia con decisione approvata in riunione propria, invita di nuovo tutte le OoSs più sensibili a riprendere la mobilitazione interrotta, a tenere viva l’attenzione sull’ente, a richiamare i diversi rappresentanti istituzionali ai loro impegni sull’ENEA e chiede che il giorno 4 giugno ci si riunisca in mobilitazione davanti a Montecitorio per chiedere cosa sarà del nostro futuro.

ORMAI NON POSSIAMO PIU' ASPETTARE. CHIEDIAMO CON FORZA DI:

  • Uscire subito dalla situazione di commissariamento
  • L'ENEA deve essere messa in condizione di operare
  • Governance autorevole e rientro dai tagli insensati

Lo sviluppo sostenibile ha bisogno di ricerca e il più grande spreco è di non fare pienamente funzionare il principale ente esistente in materia.

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