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ENEA: commissariato per un altro anno. Per la FLC CGIL si tratta di una grave errore

Ancora un colpo alla ricerca pubblica da parte del Governo e del Ministro Romani. Anche per questo saremo in piazza l’8 ottobre 2011

23/09/2011
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Ancora un colpo alla ricerca pubblica da parte del Governo. Come FLC CGIL denunciamo la scelta fatta dal Ministro Romani di rinnovare il commissariamento dell’ENEA per il terzo anno consecutivo, in questo modo invece di rilanciare la ricerca in campo energetico ambientale, si punisce il secondo ente di ricerca italiano.

Non si può che esprimere un parere negativo alla notizia appresa che il MISE ha rinnovato per un ulteriore anno l’attuale fase di commissariamento dell’Enea. Un provvedimento assolutamente irragionevole, ed anche inedito nell’ambito degli Enti pubblici di ricerca, quello di rendere triennale un commissariamento che, nell’ambito della stessa criticata legge 99 del 2009, prevedeva una tempistica molto più stringente; infatti si attribuivano al commissario solo compiti di normale amministrazione, in attesa che un decreto legislativo provvedesse a rivederne la governance e ad individuare le funzioni. Decreto che allo stato dell’arte il Governo non vuole o non è in grado di emanare. 

Con il rinnovo di altri 12 mesi di commissariamento viene anche disatteso lo stesso impegno che il Ministero dello Sviluppo Economico aveva assunto dinanzi ai lavoratori dell’ENEA, nell’incontro avutosi lo scorso 5 maggio, dove, a fronte del vasto movimento di personale che si era creato in primavera contro i gravi tagli al bilancio (all’ENEA addirittura “doppi” rispetto alla media degli altri Epr!), si era impegnato all’imminente emanazione del decreto di riordino suddetto, entro la scadenza del precedente mandato commissariale.

In tutto ciò, ancora più grave è il fatto che, perdurando la fase di commissariamento, l’Ente si trova confinato in una sorta di limbo, sostanzialmente dimezzato nelle sue potenzialità e soggetto nei fatti ad un controllo politico ingiustificato. Ciò è ancora più stridente alla luce del recente risultato referendario dove i cittadini italiani, rigettando le ipotesi velleitarie e negative di ripresa del programma nucleare, hanno oggettivamente richiamato l’esigenza di un forte impulso alle fonti rinnovabili, di un ambizioso programma di ricerca nel campo energetico-ambientale, di un economia sotenibile. Tutto ciò troverebbe proprio nell’ENEA, che dispone di quasi 3000 tra ricercatori e tecnici che operano in centri attrezzati e dislocati in tutta Italia, quel soggetto multidisciplinare di cui il paese avrebbe bisogno in quest’ambito, da valorizzare all’interno di una politica che sappia guardare avanti, alle esigenze dei cittadini.

La scelta, invece, di prorogare il commissariamento, che nei fatti mortifica la ricerca in ambito energetico-ambientale, va nella direzione opposta al richiamo dello stesso Presidente della Repubblica che, all’indomani dell’esito del referendum, aveva appunto parlato di ridare in questo campo la parola alla ricerca. Anche in questo caso i moniti del Capo dello Stato sono stati ignorati dal Governo, che di manovra in manovra continua a colpire la ricerca pubblica, non persegue alcuna politica di sviluppo, ma è tutto proteso a difendere privilegi, rendite ed evasione.

Come FLC CGIL non possiamo accettare supinamente che l’ENEA resti in questa condizione di declassamento e non sia messo nelle condizione di operare al meglio. L’ENEA ha bisogno di essere rilanciato, a partire dall’emanazione dei decreti previsti dalla L 99/2009 che dovranno rivederne le funzioni, l’assetto di sistema, gli organi di funzionamento e controllo, l’autonomia. Solo questo potrà consentire all’Ente di uscire dalla crisi in cui le scelte di Governo lo hanno cacciato e di superare i pesanti condizionamenti, anche finanziari, che hanno caratterizzato questi ultimi anni di attività. Appare insensato che, in un momento di grave crisi del paese, si impedisca all’Enea, che potrebbe essere strumento di sviluppo, di operare al meglio.

Anche di queste colpe il Governo è chiamato a rispondere e anche per questo l’8 ottobre saremo in piazza.

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