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ENEA: la FLC CGIL propone un Protocollo d’intesa per la gestione di tutto il periodo dell’emergenza

Si propongono intese su livelli adeguati di salute e sicurezza, la gestione del lavoro agile, l’organizzazione del lavoro nei centri. Si chiede l’erogazione rapida e non più a settembre della produttività collettiva.

27/03/2020
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La FLC CGIL propone, al fine di dare maggiori garanzie al personale dell’ENEA, di sottoscrivere con le Organizzazioni sindacali confederali un Protocollo di intesa per la gestione del periodo di emergenza che molto probabilmente si estenderà fino a fine luglio, ben oltre l’auspicabile caduta dei picchi di contagio (anche il C.d.A. in scadenza è stato prorogato al 31 luglio prossimo).

La FLC CGIL chiede anche intese sul lavoro agile che deve essere coerentemente considerato come attività ordinaria a tutti gli effetti, sull’istituto delle ferie di fatto inutilizzabile, considerato l’obbligo di restare a casa e l’impossibilità di movimenti, misure a sostegno del reddito familiare e quindi una accelerazione degli istituti contrattuali previsti, come la produttività collettiva precedentemente prevista per settembre, misure per le ditte appaltatrici, misure in previsione di un graduale rientro dall’emergenza.

La FLC CGIL formalizzerà la richiesta alla Direzione dell’ente. Considerato che è essenziale la tutela massima della salute e la necessità di assicurare alle persone che lavorano adeguati livelli di protezione, vogliamo porre l’attenzione ad alcuni temi, tra gli altri, che in particolare il Protocollo dovrebbe considerare:

  1. Gestione condivisa dell’emergenza sanitaria. Quindi monitoraggio e informazione costante dei dati e delle esigenze. Le attività nei centri ridotte esclusivamente alle emergenze dovute. Anche la ripresa avverrà, a partire dalle risultanze ufficiali, con la massima cautela e gradualità. L’ENEA farà conoscere la numerosità delle entrate nei vari centri e segnalerà le attività ritenute indispensabili. Quindi anche una verifica delle diverse centinaia di personale reperibile a cui è stato concesso l’accesso nei centri, ma che non può ricoprire surrettiziamente attività ordinarie. L’ENEA fornirà il programma di sanificazione, comprese le postazioni di lavoro, che dovrà accompagnare il graduale rientro dall’emergenza. Attivazione di un protocollo di sicurezza con dispositivi di protezione individuale, accesso ai fornitori, adeguamento dei servizi igienici e dei detergenti adeguati. Evitare interpretazioni creative da singole unità.
  2. Gestione della ripresa graduale concordata con le OO.SS. e tutela dei servizi nei centri, come mensa, trasporti, pulizia, ecc.
  3. Necessaria ripresa dei rapporti con le RSU e RLS sui temi dell’emergenza sanitaria e della sicurezza. È anche l’occasione per riprendere il tema sicurezza nei centri a partire dagli appalti, da un aggiornamento dell’utilizzo dei DVR e del DUVRI, come indicato dal Ministero della Sanità. Si può anche profittare del momento per realizzare le prime opere di riqualificazione anche energetica dei centri.
  4. L’attività in lavoro agile è divenuta attività ordinaria, una regolare attività. Quindi si va oltre le normative precedentemente previste come attività straordinaria da gestire anche attraverso dei report. Il fatto che il LAG sia divenuta attività ordinaria rende inopportuno richiedere giornalmente i report di verifica. La verifica è, come nei luoghi di lavoro abituali, sul complesso dell’attività ordinaria svolta o del servizio prestato nell’ambito dell’unità di appartenenza. Comunque vanno evitate iniziative di singole unità o per singoli dipendenti.
  5. Ci vuole massima tutela e misure rigorose per i lavoratori degli appalti e per loro si può incoraggiare la verifica dell’accesso a misure previste dal Decreto Cura Italia.
  6. Per il fatto che i servizi di gestione andranno per un certo periodo in esercizio via mail occorrerà chiarire al personale le modalità che si intendono assumere. Occorrerà aggiornare e rendere fluidi i collegamenti informatici.
  7. Così come le attività rallentano, ma non si fermano e procedono in modalità LAG, le applicazioni previste del contratto integrativo atteso da molto tempo e sottoscritto non possono arrestarsi. È necessario rimodulare in alcuni punti il crono programma condiviso. È vero che il contratto è ancora in fase di approvazione ma occorre predisporsi da subito su alcuni istituti.  In particolare le previste misure a sostegno al reddito dei dipendenti devono essere considerate prioritarie e applicate urgentemente. Ci riferiamo non solo ai previsti incrementi retributivi e alle prime procedure previste, ma anche nelle erogazioni tempestive delle quattro premialità annuali 2016-2019 precedentemente immaginate per settembre. Inoltre vanno considerate le novità sulla legge 104/92. Accordo, poi, sull’utilizzo delle ferie, istituto non impiegabile finché è in vigore “Italia a casa”, l’emergenza e l’impossibilità di movimento anche nella stessa città.
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