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Il lungo iter del Contratto degli Enti Pubblici di Ricerca 2002-2005

La legge finanziaria del 2005 recentemente approvata ha abrogato la norma prevista dalla L. 145/01 con la quale i Ricercatori e i Tecnologi degli EPR e dell’ENEA venivano inseriti in una separata sezione del CCNL relativo alla Dirigenza.

04/02/2005
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La legge finanziaria del 2005 recentemente approvata ha abrogato la norma prevista dalla L. 145/01 con la quale i Ricercatori e i Tecnologi degli EPR e dell’ENEA venivano inseriti in una separata sezione del CCNL relativo alla Dirigenza.

Il Governo con un vero e proprio "blitz" ha così riportato i Ricercatori e Tecnologi nel comparto della Ricerca che a suo tempo con un altro "blitz" aveva invece portato fuori. Al di là della dimostrazione che il Governo ha poche idee e confuse sulla Ricerca occorre adesso fare i conti con l’ulteriore ostacolo al rinnovo contrattuale che questo cambio normativo, avvenuto a quadriennio quasi scaduto, comporta.

Lo scorso 28 gennaio il Comitato di Coordinamento dei Comitati di Settore si è riunito per prendere atto della nuova situazione normativa ed ha emanato un atto di indirizzo con il quale si darà indicazione all’ARAN di modificare l’accordo quadro del 23/9/2004 che riguarda la definizione delle autonome aree di contrattazione della dirigenza. In particolare per modificare l’area sette della dirigenza dalla quale verranno tolti i Ricercatori e Tecnologi che torneranno quindi a far parte del Comparto degli EPR di cui all’art. 7 del Contratto Collettivo Nazionale Quadro 18/12/2002.

L’ARAN convocherà quindi, presumibilmente entro il mese di febbraio, tutte le OO.SS. confederali firmatarie dell’accordo 23/9/2004 di cui sopra per modificarlo ed inviarlo al Governo ed alla Corte dei Conti per il visto. Inizia quindi una fase i cui tempi sono incerti per le lentezze che strumentalmente pone il Ministero dell’Economia per rimandare il rinnovo dei contratti e quindi la spesa, e per i tempi richiesti dalla Corte dei Conti.

Una volta approvato il nuovo Contratto Collettivo Nazionale quadro potremo avere la approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del nuovo atto di indirizzo che il Comitato di Settore degli EPR dovrebbe nel frattempo aver redatto e del quale, nel merito, a tutt’oggi non abbiamo notizie.

In sintesi se tutto dovesse filare liscio dovremmo riuscire ad aprire il tavolo negoziale con l’ARAN per la metà del prossimo mese di Marzo.

Questa O.S. ritiene che qualsiasi ulteriore ritardo sarebbe da considerare come espressione di una precisa volontà del Governo di colpire i lavoratori e le lavoratrici della Ricerca già oggetto di precisi attacchi definiti con la finanziaria 2005 e concretizzati nel taglio dei bilanci, delle piante organiche e nel reiterato blocco delle assunzioni.

Chiediamo al Comitato di Settore di adoperarsi affinché si possa comunque aprire immediatamente il tavolo di trattative all’ARAN, anche in assenza dell’atto di indirizzo, al fine di evitare ulteriori dilazioni e perdite di tempo per il rinnovo del CCNL dei lavoratori della Ricerca scaduto da oltre tre anni.

Roma, 4 febbraio 2005

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