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ENEA: tempi determinati, art. 15 e pianta organica

La riunione del 27 marzo 2015 in sintesi.

07/04/2015
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La riunione del 27 marzo ha consentito di risolvere definitivamente la questione delle rinnovo dei contratti a TD interessati dall'accordo del 30/01 u.s., che, come ricorderete, prevede le proroghe sino al 31/12/2016, ma non era chiaro se in caso di rinnovo queste dovessero avvenire senza stacco (superando il problema dei 10/20 gg giorni d’interruzione che solo l'ENEA fa, ma che, a questo punto, possiamo dire faceva), come sostenuto da noi e dalle altre OO.SS., o con lo stacco secondo UCP. A conclusione dell'approfondimento fatto nella scorsa riunione in cui il commissario si era assunto l'onere di facilitare l'interpretazione in senso favorevole ai lavoratori, si è giunti alla decisione di firmare un addendum al contratto integrativo del 30 gennaio, firmato da tutte le OO.SS. tranne che usb, in cui si chiarisce che la proroga sarà senza stacco.

E' un importante avanzamento che va nella direzione di favorire i lavoratori e tranquillizzare i precari a partire da quelli interessati dalle imminenti scadenze di aprile, nonché quelli del Tecnopolo. Ma soprattutto ci permette di mettere la parola fine ad una questione su cui nelle settimane scorse si è molto speculato, sino a farci campagna elettorale nei Centri di Portici e Casaccia in occasione delle elezioni per le RSU, quella se le proroghe sono o meno al 31 dicembre 2016: ovvio che le proroghe saranno tutte al 31 dicembre 2016.
Le proroghe o i rinnovi al 31 dicembre 2016 avverranno pure senza lo stacco di 10 o 20 giorni. Bene per i lavoratori!

Sull'articolo 15 l'amministrazione ha comunicato l'intenzione di non resistere in appello alla sentenza del TAR del Lazio sul ricorso dell'ANPRI e di ridiscutere il tutto. Noi abbiamo posto il problema di metodo e detto che non condividevamo questa scelta, visto che prima di qualsiasi decisione  sarebbe stato corretto condividere cosa fare con le delegazioni sindacali firmatarie dell'accordo, visto che la condivisione dell'accordo è stata appunto comune. Su questo anche le altre OO.SS. hanno condiviso la posizione. Nel corso, grazie ad una verifica immediata fatta con il Commissario, si è convenuto che, quanto meno sul metodo, era giusto il rilievo e si è fissata una riunione specifica per 15/4 (in cui si parlerà anche di telelavoro) per valutare cosa fare.

L'altro punto in discussione era il piano di fabbisogno e  la rimodulazione della PO, che sarà in incremento di 30 unità a vantaggio del personale tecnico e scientifico, a parità di costi. Infatti l’ultima PO nel 2013 dopo la spending review era di 2903 unità (inclusi 28 dirigenti), mentre ora si programma una pianta organica per il 2015 di 2931 unità, sempre compresi i 28 dirigenti. Va detto che i numeri forniti sono stati detti a voce e che sono ancora passibili di aggiustamenti. Ovvio che avremmo preferito un documento sia pure parziale per lavorare e discutere, ma, come purtroppo spesso accade in ENEA, siamo stati costretti ancora una volta a discutere di numeri sulla base di una “narrazione” della delegazione, che per giunta questa volta non disponeva nemmeno delle slides! Ragione per cui riteniamo parziali le informazioni ricevute a riguardo, anche sotto il profilo dell’osservanza contrattuale. Questi i numeri della “narrazione”:

  • Le 2.931 unità sono sostanzialmente distribuito per il 90% nella area tecnico-scientifica (ricercatori, tecnologi, collaboratori tecnici e operatori tecnici), per il 7% nell’area amministrativa (funzionari, collaboratori e operatori d’amministrazione), mentre la dirigenza amministrativa (Area VII) è all’1%;
  • 1.750 sono i livelli I-III, che comprendono ricercatori per il 78% e tecnologi per il 17%, compresi  i ruoli ad esaurimento;
  • 1.140 il personale dei livelli IV-VIII, suddivisi in: funzionari 3%, cter 74%, camm 10%, operatori tecnici 5%, operatori amministrativi 2%, ruoli ad esaurimento 4%.

Dobbiamo però segnalare che, siccome fra i tecnologi sono sostanzialmente inquadrati tutti i profili gestionali che esistono in ENEA, dire che l'area tecnico-scientifica ricomprende il 90% della forza lavoro, è un'affermazione non proprio veritiera, con conseguenze anche sulle assunzioni.

Per le assunzioni si prevedono circa 100 unità nel triennio di cui 35 ricercatori, 25 tecnologi (che andranno a sostituire i numeri dei tecnologi ad esaurimento) e 20 cter, 3 Funzionari e 17 camm, secondo le seguenti modalità:

  • 60 unità attraverso concorsi ordinari (presumibilmente fine 2015-inizio 2016, previsione emissione bandi ed assunzioni per il 2016-2017);
  • 20 unità attraverso procedure riservate transitorie speciali (L. 125/2013), cioè con la riserva per i precari;
  • 20 unità con procedure riservate transitorie ordinarie (per chi non possiede i requisiti ex 125/13, ma ha esperienza triennale maturata anche con contratti parasubordinati).

Nei numeri indicati ci sarà spazio per tenere conto delle riserve di provenienza contrattuale, come richiesto dalle OO.SS., tipo la possibilità per il personale in servizio di essere reclutato nel profilo superiore attraverso una riserva per gli interni. Così come ci sarà capienza per gli sviluppi di carriera del personale.

Tuttavia, sulle assunzioni preannunciate, non possiamo non rimarcare le nostre perplessità alla luce delle considerazioni fatte sui tecnologi gestionali. Infatti, se si tiene conto di questo, si può notare che la parte gestionale amministrativa finisce per pesare per il 45% sul totale; mentre gli CTER sarebbero appena al 20%. Insomma, non proprio percentuali da Ente di Ricerca: troppi gli amministrativi che anche per legge non dovrebbero superare il 15% della forza lavoro; pochi al contrario gli CTER che si intende reclutare, fondamentali per il mantenimento delle strutture tecniche scientifiche, come sono i laboratori e i Centri.

Infine, nel corso della discussione è emerso un problema, che abbiamo sollevato in maniera unitaria perché fosse rappresentato al Commissario. Si tratta della “asserita” volontà da parte del commissario, così ricordata e ribadita in corso di riunione dalla delegazione, di non volersi più avvalere per il futuro delle graduatorie di concorsi esistenti in ENEA in quanto datate. Questione sulla quale abbiamo manifestato la nostra contrarietà, visto che sia le normative vigenti, che le convenienze immediate per l’ente rendono ancora utili queste graduatorie, per le quali non sembra opportuno pregiudicarsi a priori questa possibilità. A maggior ragione per quei casi dove esiste la possibilità di reclutare, per scorrimento di queste graduatorie, precari ancora in forza all’Enea.
Su questo punto facciamo notare come non si capisce perché, se fra i prerequisiti per diventare dirigente (ai sensi dell’art. 19 del d.lgs 165/2001) c’è quello di aver assunto nel 2010 l'incarico di responsabile di UNITA, incarico assunto senza selezione alcuna e a seguito di “scelta” del precedente commissario, allora sarebbero datate le graduatorie del 2010 per essere assunti, per le quali si è fatto un pubblico concorso e che sono ancora valide.

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