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ENEA. Successo del presidio dei lavoratori dell’Ente al Ministero dello Sviluppo Economico

La mobilitazione per il riordino e per uscire dal commissariamento dell’ente non si ferma

10/05/2012
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Come previsto si è tenuto ieri, mercoledì 9 maggio, il presidio delle lavoratrici e dei lavoratori dell’ENEA sotto la sede del Ministero dello Sviluppo Economico, per protestare contro lo stato di crisi in cui versa l’ente a causa del protrarsi della fase di commissariamento (che dura ormai da circa tre anni), della mancata emanazione dei decreti interministeriali previsti dall’art. 37 della L. 99/2009 di riordino dell’ente, dell’attuale gestione commissariale che non è riuscita a potenziare l’ente sotto il profilo della ricerca, né ad evitare gli ennesimi tagli al finanziamento ordinario (come invece è accaduto per gli altri enti di ricerca) o ad assicurare una prospettiva strategica di rilancio, anche alla luce dell’uscita dal nucleare sancita dal referendum dello scorso anno.

presidio-roma-9-maggio-2012Alla manifestazione hanno preso parte più di 200 persone, che hanno preteso con forza che il Ministero assumesse in pieno il ruolo vigilante che le compete, che il passato governo, invece, non ha voluto giocare decidendo di prorogare il 27/9/2011 per un altro anno il commissariamento. All’iniziativa, oltre alla FLC CGIL hanno preso parte anche ANPRI, USB e FALERA, che hanno chiesto che una delegazione fosse ricevuta dal Ministero. Si è inoltre positivamente registrato un ruolo attivo e consapevole della maggioranza delle RSU dell’ente che hanno, in video conferenza, approvato una propria mozione di sostegno a tutte le iniziative che chiedono la fine del commissariamento e l’avvio di nuova fase adeguata al rilancio dell’Enea come Ente pubblico di ricerca.

Nel corso della mattinata una delegazione dei lavoratori è stata ricevuta dal Capo del Dipartimento Energia, il dott. Senni, e dalla dott.ssa Romano.

La riunione è stata utile perché ha permesso alla delegazione sindacale di rappresentare il malessere dei lavoratori e le problematiche che gravano sull’ENEA, a partire dalla necessità di superare la fase di commissariamento e di ottemperare in tempi brevi, come prescrive anche la recente relazione della Corte dei Conti sulla gestione dell’Enea, all’emanazione del decreto interministeriale previsto dalla legge di riordino 99/09. E’ stata inoltre illustrata la grave situazione in cui versano i Centri ENEA, dotati di prestigiosi laboratori e impianti, a causa dei continui tagli a cui la gestione commissariale non ha saputo porre rimedio (altri 7 milioni per il 2012 di tagli pesanti che invece il commissario definisce “razionalizzazione delle spese”); il problema del precariato e la mancata emanazione dell’apposito Dpcm per consentire il reclutamento dei vincitori di concorso, che dal 2010 sono in attesa di essere assunti (il problema del turn over del 2009 riguarda tutti gli enti di ricerca, unico settore della PPAA che non ha ancora potuto procedere al suo utilizzo per le assunzioni) a causa della mancata apposizione della firma del Ministro del tesoro (cioè Monti); il sottoinquadramento poco dignitoso come funzionari di amministrazione di vincitori di concorsi pubblici per ricercatori; i rischi connessi al protrarsi del commissariamento che si appresta ad emanare una struttura dirigenziale di oltre 340 posizioni, nel numero e nelle caratteristiche impropria per un ente di ricerca e che rischia di condizionare il preannunciato riordino dell’ente. Si è infine chiesto con forza di capire i tempi di emanazione del decreto interministeriale suddetto e di essere coinvolti nella fase di stesura. Sono state inoltre consegnate tutte le mozioni delle rsu e dei Centri Enea, a testimonianza del diffuso stato di malessere e della larga condivisione degli obiettivi della manifestazione fra il personale.

Il Capo Dipartimento ha preso atto di quanto rappresentato dalle OO.SS., ringraziando per i punti di vista offerti, rappresentando la necessità di tempo per affrontare il tema dell’ENEA a causa di un incarico assunto solo di recente, ma anche a causa delle tante priorità che il nuovo Ministro ha dovuto affrontare nel frattempo, nonché dalla necessità di coinvolgere gli altri ministeri interessati dal riordino (aspetto che come FLC CGIL riteniamo positivo nell’ottico del riordino). Ha scongiurato qualunque ipotesi di “dismissione” dell’ENEA che artatamente sarebbero state messe in circolazione. Rispetto al decreto di riordino, sul quale nessun lavoro concreto sarebbe stato lasciato dal precedente governo, su pressione della delegazione, ha ipotizzato un aggiornamento della riunione per la fine del mese di giugno, per verificarne lo stato di avanzamento, anche tenendo conto dei tempi stretti entro i quali si dovrà operare.

In conclusione, pur non avendo avuto risultati concreti spendibili, riteniamo positivo l’incontro, intanto per il livello dell’interlocuzione avviata, ma soprattutto per aver aperto un confronto con il ministero vigilante sul problema del riordino e del superamento del commissariamento. 

Riteniamo tuttavia che quanto sin qui fatto rappresenti un punto di partenza, che vada quindi rafforzata la mobilitazione nei contenuti e nella partecipazione, per dare forza e concretezza alle nostre ragioni. Nei prossimi giorni saranno convocate  assemblee nei vari centri, anche in video conferenza, prevedendo sin da ora una ulteriore iniziativa di mobilitazione presso la sede del Parlamento per rappresentare anche in quella sede il disagio dei lavoratori dell’ENEA. Ovviamente continua lo stato di agitazione e vigilanza sul tema dei tagli previsti alle attività e ai servizi dei centri.

Per la fine del mese di giugno, ove non ci fosse il riscontro all’impegno assunto dal Capo Dipartimento, sarà promossa un’altra manifestazione presso il Ministero dello Sviluppo Economico.

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Mozione RSU ENEA

Le RSU ENEA riunite in videoconferenza ribadiscono l’urgenza di porre fine al commissariamento dell’Ente con l’emanazione immediata del decreto previsto dall’art 37 legge 99/2009. Tale esito è ritenuto un passaggio indispensabile:

  • per la legittima ridefinizione della missione dell’ENEA come Ente Pubblico di Ricerca dotato di Presidenza e Consiglio Scientifico;
  • per il recupero e il consolidamento del ruolo tecnico scientifico dell’ENEA tra gli Istituti di ricerca nazionali ed internazionali;  
  • per il riconoscimento dell’autorevolezza del nostro Ente che oggi svilito ed incapace di affermare la propria utilità, non ha potere contrattuale venendo continuamente penalizzato con tagli e limitazioni superiori agli altri Enti di ricerca;
  • per il ritorno finalmente ad una situazione di normale funzionamento dei Centri ENEA non più gravati da tagli costanti e condizioni precarie;
  • per il rispetto degli impegni tesi a risolvere il problema del precariato garantendo i livelli di occupazione adeguati allo svolgimento delle attività ENEA cioè del secondo Ente pubblico di Ricerca in Italia
  • per il definitivo azzeramento di una stagione nata sul rilancio del nucleare ma incapace ora di riformulare il proprio ruolo e sempre più votata a moltiplicare gli incarichi di struttura dimezzando sempre le spese per personale e servizi.

Tutti questi punti oggi hanno la loro sintesi nella fine del commissariamento. E’ questo questo un impegno che le RSU dei centri ENEA richiedono con forza al governo in carica come segno di discontinuità con il passato e soprattutto come punto di partenza per il miglioramento della qualità e dell’efficienza lavorativa con adeguata valorizzazione delle competenze.

Le RSU ENEA riunite in videoconferenza sollecitano tutte le OoSs a fare propria questa mozione e a raccogliere l’invito per mobilitazioni in tutte le sedi istituzionali anche con scioperi e manifestazioni.

Le RSU ENEA dei Centri: Bologna, Brasimone, Brindisi,  Casaccia, Frascati, Portici, Trisaia

In ENEA, 8 maggio 2012

 

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