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ENEA: prime assunzioni. Discussioni sui criteri per accaparrarsi i pochi posti

Richiesto a gennaio un incontro per le proroghe. Sul precariato serve una svolta e una road map di interventi. I precari sono una risorsa, non un peso!

19/12/2014
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Dopo mesi di attesa una boccata di ossigeno sulle assunzioni. Appena in tempo sul finire dell’anno. Le assunzioni previste a giorni, selezionate ricorrendo a scorrimento di graduatorie dei concorsi 2010, sono 15 (14 ricercatori e  1 tecnologo). Appena una manciata rispetto alle necessità e alle possibilità. Infatti  riguardano appena un terzo del turnover 2011.

I criteri, comunicati dall’amministrazione, per la ripartizione dei posti e quindi la scelta delle relative graduatorie hanno generato almeno perplessità. Rischiano, peraltro, se riprodotti, al di là dell’attuale una tantum, di generare  distorsioni nelle future scelte operative delle unità. Per intenderci, non vogliamo dire che la maggioranza delle unità destinatarie delle assunzioni non siano di fatto del tutto legittimate a questi risultati e che non ne abbiano particolare necessità. Ma la questione è il come si arriva a questo risultato. Per noi il principio cardine dovrebbe essere prioritariamente quello di incrociare le esigenze delle unità con quelle del consolidamento dalle competenze espresse per anni, ovviamente con una attenzione a quelle unità che erano state tenute in evidente sottocriticità.

Invece sono stati ideati, forse nel tentativo di costruire un criterio neutrale, “criteri economici oggettivi”, ma che hanno dato comunque adito a contestazioni anche di calcolo,  per stabilire una sorta di graduatoria di valutazione della “virtuosità” delle unità. In realtà più che di virtuosità e merito, si tratta di una sorta di compensazione per le procedure non uniformi che si sono attuate in questi anni nell’autorizzare o meno alle varie unità il ricorso, nell’ambito dei progetti acquisiti, a contratti TD o Assegni di ricerca.

Quindi si è inteso prendere le risorse acquisite nel triennio 2012-2014, ovviamente rapportate al pro capite di ogni unità,  per poi valutare il margine risparmiato, il quale è stato quindi drenato a vantaggio dell’amministratore centrale. Quindi si considerano apparentemente più “virtuose” quelle che spendono meno rispetto al complesso del progetto. In realtà essendo generalmente la voce più importante del progetto quella del personale, di fatto le unità definite più “virtuose” sono quelle a cui hanno negato, nelle rispettive proporzioni, tempi determinati o l’emissione di  assegni di ricerca pur previsti nel progetto. Le assunzioni sono quindi una sorta di compensazione. Insomma il metodo si presenta come matematicamente oggettivo (la FLC CGIL ha chiesto di conseguenza di mettere a disposizione i dati elaborati), ma in realtà non valuta virtuosità, ma cerca di correggere in qualche modo criteri disomogenei, ma che saranno anche i più disparati, nella possibilità di utilizzare a pieno le risorse del personale.

Questo metodo può portare anche a distorsioni. Per esempio non tiene conto minimamente di quanto emerso di recente nell’incontro tra ENEA-Regione Basilicata allo scopo di rinsaldare lo storico centro dell’ente in quella regione che aveva visto addirittura un calo di 100 impieghi negli 5 ultimi anni. Ciò era stato frutto di una politica irresponsabile, anche con connotati leghisti, laddove si sosteneva che i ricercatori al Sud erano eccessivi e per questo, oltre al depauperamento degli aspetti programmatici, non erano state destinate assunzioni negli ultimi concorsi. Bene, per compensare quella maxi-discriminazione sulle assunzioni si procedeva successivamente a qualche limitato inserimento di precari. Ora c’è il paradosso che quegli assegni che compensavano il non arrivo di assunzioni diviene il motivo per essere esclusi dalle nuove assunzioni. Non solo, il centro della Trisaia attende addirittura da quasi un anno l’avvio delle procedure per gli altri due assegni finanziati dalla Regione (non si riunisce ancora la Commissione!). Insomma contraddicendo gli impegni ottenuti dopo molti solleciti, anche di commissioni parlamentari, anche per i pochi precari ricercatori ivi presenti da anni se vogliono lavorare non resta che fare le valige verso il nord.

In sostanza noi avremmo preferito che si cominciasse a guardare la questione reclutamento incrociando le giuste esigenze delle unità con quanto previsto anche dalla stessa circolare della Presidenza del Consiglio del 21.11.2013. Una circolare che probabilmente non è mai arrivata a Thaon de Revel, oppure è stata inguattata dall’amministratore che ha considerato in questi anni la questione dei precari presenti in Enea come l’ultima delle questioni. 

La circolare parla espressamente di “indirizzi volti a favorire il superamento del precariato” ma parla anche di “valorizzazione dell’esperienza processionale maturata”, al fine di “garantire standard operativi”, ecc. 

Insomma i precari non possono essere utilizzati come gettoni premio. Vanno quindi viste non solo le posizioni nelle graduatorie, ma anche la loro professionalità deve essere considerata nella ripartizione tra i centri. Invece si rischiano di nuovo spostamenti a casaccio, lontano da dove avevano sviluppato in piena coerenza programmatica dell’ente molti anni di esperienza. Chi dal sud va al nord, chi da Bologna deve andare a Roma, ecc.  A nostro avviso si tratta anche di un danno anche per l’ente che vede disperdere, come se fosse mero lavoro impiegatizio ministeriale, competenze formate.

Per fortuna  il numero complessivo dei precari coinvolti nelle prime posizioni per una serie di incastri è rimasto nel numero di 9 su 15, come nell’ipotesi di aprile, questo anche perché la  FLC CGIL ha chiesto espressamente che se una unità  aveva un precario in attività nelle prime posizioni utili in una graduatoria non poteva scegliere altre graduatorie furbescamente.

Le unità coinvolte con due assunzioni ciascuna sono 8 UTVALAMB (Bologna) UTFUS (Frascati) UTTMATB (Brindisi) UTTP (Portici), e poi della Casaccia UTRINN, UTTEI, UTEE, UTMEA (1 unità)

Bando B 2 posizioni; Bando C 1 posizione; Bando E 2 posizioni; Bando G 1 posizione; Bando H 2 posizioni; Bando I 1 posizione; Bando M 2 posizioni; Bando R 3 posizioni; Bando A/a (tecnologo) 1 posizione.

È stato chiesto un incontro per gennaio. Sia per aprire una nuova strategia per un piano di programmazione sia sulla questione proroghe dei TD. Da parte di tutte le OO.SS, come avvenuto negli altri enti è stata chiesta una proroga fino al 31/12/2016 di tutti i contratti che hanno il requisito, di tre anni maturati nell'ultimo quinquennio, come previsto dalla legge n. 125 del 2013. Quindi si tratta appunto a gennaio di aggiornare il precedente accordo sul precariato del gennaio 2013 sul complesso delle proroghe.

17 dicembre 2014

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