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ENEA: parte il concorsone per 164 posti. La legge Madia è ritenuta troppo garantista. I precari devono quindi fare un altro concorso e hanno solo “possibilità” di assunzione

Ripartono finalmente le assunzioni all’ENEA, purtroppo accompagnate da toni da campagna elettorale, procedure inappropriate e molto costose

03/08/2017
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Il 31 luglio 2017 si è svolto un incontro con l’Amministrazione dell’ENEA sul tema: avvio delle procedure concorsuali 2017. Come già annunciato viene escluso il ricorso prioritario ai principi della legge Madia che entrerà in vigore appunto il 1 gennaio 2018, quindi a ridosso degli stessi esiti di queste costosissime prove.

Paradossale è che invece altri enti, pur scontrandosi con limiti di budget che l’ENEA invece non ha considerato il basso numero di precari rispetto a tutti gli EPR e il nuovo modello di spesa possibile per le assunzioni, si stiano già predisponendo per le lettere di assunzione al gennaio 2018 dei precari che hanno i requisiti previsti dalla  nuova legge. Invece, in ENEA, i precari dovranno affrontare una nuova stressante prova concorsuale con migliaia di candidati a spregio di leggi approvate anche per loro.

È bene riaffermare con forza che la legge Madia non è una soluzione assistenzialista come lascia intendere il vertice ENEA, in modo saccente e pseudoliberista. Essa è  il frutto di soluzioni dignitose per chi ha già superato prove concorsuali pubbliche ma che viene mantenuto da anni in regime di apartheid, come affermato anche da sentenze della Corte Europea. Altro che “nuove prove” necessarie per i precari!

Sono in molti allora che si domandano: che cosa si vuole ottenere insistendo con questo inutile concorsone? Perché far passare sotto altre “forche caudine” chi ha già superato prove concorsuali pubbliche e da anni opera positivamente in attività strategiche? Certo, si dice, molti precari ce la faranno comunque, un po’ con la riserva e soprattutto hanno tanto da dire delle loro attività pluriennali.  Allora?   Perché rinunciare alla “certezza” e attestarsi alla “possibilità”. Perché stressare le  situazioni che per legge filerebbero lisce? Ci viene in mente solo una risposta: in realtà si vuole affermare che sono i politici  e i direttori a dare occupazione ed è a loro che è dovuta riconoscenza! Per noi la cosa sta diversamente: i precari non devono proprio ringraziare nessuno, tantomeno il vertice ENEA che ha stressato al massimo le proroghe anno dopo anno, devono al massimo ricordarsi di tutti i lavoratori italiani che non hanno smesso di lottare per i diritti e per una occupazione dignitosa.  

Pertanto, in questo riavvio positivo, come da anni richiedevamo, di un piano occupazionale dell’ente sembra essersi persa una necessaria razionalità, ma anche quel senso istituzionale che dovrebbe venire sempre prima di calcoli  politici.  Logica voleva che per i precari si assicurasse quel distinto percorso definito dallo stesso governo Gentiloni, di cui fanno parte anche il Ministro e la Viceministra del MISE, che si evitassero così ingenti spese inutili che potevano invece riversarsi per i dipendenti interni che si vedono sottratti anche quest’anno di ogni beneficio economico accuratamente appostato solo per l’establishment.

Ovviamente non essendo il precariato interno esaustivo delle necessità occupazionali per il rilancio dell’ente occorreva certo fare poi concorsi, ma per profili mirati alle specifiche esigenze dei dipartimenti invece di far ricorso alle necessità dei dipartimenti all’interno di un siffatto caos. O era proprio il caos l’obiettivo che si voleva?

Comunque ritornando al resoconto di un incontro sostanzialmente tecnico con l’ente è inutile approfondire ulteriormente qui le nostre perplessità già espresse pubblicamente riguardo a questo concorsone che avremmo preferito più mirato all’applicazione della legge Madia, considerato che essa prefigura nel 2018 anche il 50% di riserva ad assegnisti di ricerca. Tutto questo salvo ovviamente per i cosiddetti “sotto inquadrati”,  che hanno bisogno, purtroppo, di una procedura concorsuale e non già di una stabilizzazione. Ma è bene sempre ricordare chi sono questi  cosiddetti “sotto inquadrati”, “categoria” ovviamente presente solo in ENEA. Sono colleghi ricercatori assunti come fisici, chimici, ingegneri, che l’ENEA, però, paga e tratta come amministrativi, alla faccia delle tabelle di equiparazione ma anche del codice civile, oltre che di un corretto apprezzamento del lavoro di ricerca. E di questo occorrerà riparlare, perché se ne sentono di inesattezze in proposito.

Sia chiaro, noi ribadiamo che è un segnale positivo e atteso il fatto che un EPR come l’ENEA, che in molti davano già per smembrato e sminuito, sia ritornato a riassumere prevedendo oltre 500 assunzioni in tre anni. Questa è sempre stata la posizione della FLC CGIL che voleva uscire dal commissariamento con la riaffermazione del ruolo di ricerca e innovazione e della sua valenza interdisciplinare, con il recupero dei livelli occupazionali erosi di oltre 400 unità (più i quasi 350 precari TD e AR espulsi tra il 2010 e 2011). Infatti avevamo salutato positivamente uno dei primi provvedimenti del nuovo CdA nel maggio scorso che aveva riaffermato la dotazione organica a 2.950 unità. Ora ci si attesta nel triennio a 2.750, ma riteniamo  comunque un segnale positivo un ricambio di quasi un sesto del personale. Non ci stiamo a preoccupare, poi, che ci sia ora ad esultare anche gente che aveva sollecitato fino all’altro ieri smembramenti, chiusura di centri, riduzione drastica di personale (come ipotizzato nell’ambito del  governo Monti), che aveva raccolto pure firme per dividere per tre l’ente, che non ha mai firmato accordi oppure ha messo la firma per ultimo ad accordi che avevano già la maggioranza richiesta, o che affiancava anche come opposizione i ministri Scajola o Romani nei loro dissennati tagli... ma adesso son tutti antifascisti come nel 1945!

Dunque, pur se avremmo preferito, come gli accordi siglati a novembre tra ENEA e organizzazioni sindacali,  una soluzione più rassicurante per il mantenimento delle competenze già in attività strategiche in ENEA, siamo ovviamente anche impegnati a far si che queste procedure raggiungano il miglior risultato possibile.

L’ENEA nell’incontro del 31 luglio ha delineato i seguenti punti:

  1. Si prevede l’assunzione di 164 posti, al netto dei 7 posti previsti in mobilità in entrata. È bene chiarire che questi 7 posti fanno parte del budget delle singole unità.
  2. Si prevedono 6 procedure concorsuali: 4 ordinarie, 1 per la legge 125/2013, 1 per il previsto avviso di mobilità ex art. 30.
  3. Cioè l’Enea intende procedere, contestualmente ai bandi, con le procedure previste che riguardano la mobilità da altri Enti di ricerca e dalla PA. Le eventuali posizioni già presenti in queste liste,  ovviamente conformi ai profili richiesti, vanno a diminuire i posti a concorsi.
  4. Confermato il numero dei posti dei bandi: 77 ricercatori, 22 tecnologi, 34 CTER e 11 CAM (solo turnover); si conferma la risposta negativa dell’ENEA rispetto alla proposta di FLC CGIL di bandire posti anche per funzionari di amministrazione, per facilitare anche una evoluzione interna delle professionalità dei precari o degli interni che hanno raggiunto livelli di studio avanzati. Per non parlare poi del diniego inaccettabile ai processi di mobilità orizzontale tra profili, che dovrebbe essere garantito contrattualmente ogni anno.
  5. L’ENEA conferma le riserve di legge del 40% (per difetto) per ogni profilo; mentre sembra intenzionata a inserire tre anni di esperienza non solo ai profili obbligatori, ma a tutti; questo allo scopo di “sperare” di ridurre il numero dei partecipanti. Certo non era meglio il metodo CNR di fare concorsi a profili precisi e coerenti con le attività da consolidare, invece di indire concorsoni e poi inventarsi pratiche per ridurre i partecipanti?
  6. Per quanto riguarda la famosa legge 125/2013 che per il momento vede un numero accertato di 20 dipendenti con priorità predefinita. La FLC CGIL ha precisato che detta legge non è una mera stabilizzazione ma solo una priorità e che quindi ci si dovrebbe giovare delle medesime opportunità evolutive delle altre procedure concorsuali. L’ENEA invece ribatte che chi è in questa priorità sin dal 2013 dovrà avere meno opportunità di profilo degli altri!
  7. Tempi e procedure. I bandi compariranno in Gazzetta solo con l’estratto, quindi saranno reperibili sul sito ENEA e CINECA. L’uscita dei bandi si prevede non prima della seconda metà di agosto. La chiusura delle domande dovrebbe essere fissata approssimativamente ai primi di ottobre (il 3?). Sulla base della numerosità delle domande verranno stabiliti i probabili quiz preselettivi (un’altra volta all’Ergife in Amarcord del 2010?). L’ENEA ha deciso che per ogni domanda sarà previsto anche un versamento di 10 euro (lo consente la legge). Pensano così di scoraggiare i concorsisti della domenica.

Tutte le procedure di iscrizione avverranno on line attraverso il sistema Cineca. Il Cineca provvederà quindi a stabilire i format per l’invio telematico delle domande; l’unico requisito richiesto al candidato sarà il possesso di una mail (no PEC). Per i probabili quiz l’esperienza ENEA superiore o uguale a 3 anni o in alternativa il massimo di voto di laurea (no lode) comporterà il passaggio diretto alla seconda fase, la quale riguarderà l’esame dei titoli e il colloquio. Sempre sull’esonero dai quiz va aggiunto che l’ENEA attende il parere definitivo dell’Avvocatura dello Stato. Per i punteggi dei titoli ed esperienza si rinvia alle Commissioni che saranno miste (interni-esterni).

Infine, per quanto riguarda i cosiddetti sottoinquadrati l’ENEA ha sottolineato il fatto che potranno partecipare al concorso di ricercatore o tecnologo quelli che hanno il dottorato di ricerca o 3 anni di esperienza, compreso l’assegno di ricerca, pertinenti sostanzialmente  al profilo a concorso. In una precedente riunione era emerso che 8 su 34 dei “sotto inquadrati” non avevano i requisiti necessari e quindi avrebbero dovuto, secondo l’ENEA, procedere presso la DTL per avere il riconoscimento dei requisiti concorsuali. Ora invece veniamo a sapere che alcuni direttori, forse non informati dei fatti, vanno suggerendo il ricorso alla DTL a chiunque non abbia il dottorato di ricerca, facendo credere che quell’accordo possa essere comunque utile successivamente come riconoscimento del profilo superiore nell’ambito della Madia. A nostra precisa domanda, l’ENEA ha smentito questa versione chiarendo che la DTL garantisce solo per il concorso e non per la Madia successiva e che chi ha il dottorato o l’esperienza non ha bisogno di ricorrere a questo strumento.

La prossima riunione è prevista per il prossimo 19 settembre, proprio nel vivo della procedura delle domande per il concorsone e su nostra richiesta l’ENEA ha confermato che la definizione del nuovo piano di fabbisogno triennale, quindi anche il 2018, avverrà entro il 31 ottobre con lo scopo di far coincidere i tempi per i processi autorizzativi esterni con il nuovo anno. Comunque quindi prima della fine del concorsone.

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