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ENEA: parte dai precari di Bologna l’iniziativa contro i rischi del decreto “smonta la ricerca”

Cresce nell’ente la consapevolezza dei rischi occupazionali, programmatici, finanziari in vista dell’incontro sui contratti a tempo determinato il 30 settembre.

22/09/2016
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La FLC CGIL conferma la richiesta di proroghe per tutti i lavoratori con contratto a tempo determinato al 3 dicembre 2018 sia che abbiano sorpassato i 5 anni contrattuali oppure ancora no.

Non ci si può rifare sul futuro al sopraggiungere di dichiarate difficoltà finanziarie. Queste peraltro erano inattese perché si è usciti dal Commissariamento pluriennale e si è raddoppiato  il management dirigenziale, che ha potuto anche usufruire operativamente di livelli ipergerarchici, discrezionali e di controllo come nessun altro ente di ricerca.  I precari ENEA, peraltro appena 102 TD, poco meno dell’Invalsi, che ha 30 dipendenti e 80 precari che riesce a mandare avanti grazie ai progetti acquisiti, hanno già subito una pesante mortificazione, e cioè di essere sottopagati, giacché pur essendo assunti, con relative prove concorsuali, ed operare come ingegneri, fisici, chimici, sono stati inquadrati, alla faccia dell’etica, del contratto, del codice civile, come funzionari amministrativi e come tale sottopagati contando sul fatto che, appunto nella precarietà del posto di lavoro, nessuno si sarebbe azzardato a fare qualsivoglia ricorso.

Con il decreto applicativo dell’articolo 13 della legge 124/15 approvato il 25 agosto dal Consiglio dei Ministri, ed oggi in fase consultiva in Parlamento, si è rientrati dalle ferie con la doccia fredda appunto del decreto che denominato con molto azzardo “sblocca ricerca” in realtà ridimensiona i confini occupazionali della ricerca pubblica italiana, che è già molto al di sotto delle medie europee e svuota laboratori e impianti.

Per tutti questi motivi la FLC CGIL conferma il sostegno ad ogni iniziativa interna ed esterna in difesa dei livelli occupazionali, un tema che interessa tutti i dipendenti e non solo i precari. Per questo motivo non possiamo che condividere le preoccupazioni espresse dai numerosi precari del Centro di Bologna, poi confluite in un documento sottoscritto da precari di molteplici centri dell’Ente. Riportiamo il testo.
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Precari traditi

I precari ENEA vogliono portare all’attenzione di tutti i colleghi la preoccupante situazione emersa nel corso della riunione dello scorso 15 Settembre tra ENEA e OOSS, che a nostro avviso coinvolge non solo il futuro lavorativo dei precari, ma quello di tutta l’Agenzia.

Nel resoconto a valle della riunione viene dichiarato esplicitamente che per noi precari non vi è la prospettiva né di una proroga dei contratti né tantomeno di assunzioni a tempo indeterminato: “l’eventuale impossibilità di programmare assunzioni per gli anni futuri, stante il previsto limite dell’80% delle spese di personale garantite dal Contributo Ordinario dello Stato, comporterebbe l’inevitabile interruzione delle procedure di proroga oltre i limiti contrattualmente previsti (5 anni). Inoltre, è stato comunicato che, ad oggi, nonostante le ripetute interlocuzioni istituzionali, non sono ancora state erogate le somme previste per il Fondo Di Rotazione e per l’Accordo di Programma con il MiSE per la ricerca di sistema elettrico. Pertanto, la citata verifica della compatibilità economica potrebbe assumere un carattere di particolare criticità per i futuri rinnovi.”

Riteniamo che, se tale eventualità si concretizzasse realmente, entro un anno a partire dal prossimo Gennaio 2017 l’ENEA avrebbe risolto il problema del suo precariato semplicemente non rinnovando i contratti dei circa 200 precari ed implicitamente avrebbe ammesso che è un ente senza futuro; infatti, la maggior parte dei contratti a tempo determinato, degli assegni di ricerca e dei contratti esterni sono finanziati dalle entrate derivanti dai progetti per i quali lavorano grazie alle competenze maturate in anni di lavoro e sacrifici. Rinunciare a questo patrimonio significa di fatto bloccare la maggior parte delle attività di ricerca e, se pur consapevoli che nessuno sia insostituibile, questo si tradurrebbe nel fatto che per disporre nuovamente di personale qualificato in grado di portare avanti in autonomia le attività ci vorranno degli anni. A fronte delle suddette motivazioni, riteniamo che questo sia un problema che coinvolge indistintamente tutti i lavoratori.

Concludendo, in vista della prossima riunione tra ENEA ed OOSS durante la quale si discuterà di precariato, prevista il prossimo 30 settembre, chiediamo alle RSU dei vari centri di farsi carico della questione e diffondere a tutto il personale questo comunicato chiedendone un coinvolgimento attivo.

Chiediamo in particolare a tutto il personale la disponibilità a presenziare insieme a noi precari alla riunione del 30 settembre ore 10.00 presso la sede centrale: crediamo che questo sarebbe un segnale forte che il personale tutto possa dare alla dirigenza sul fatto che i precari non sono un problema, bensì una risorsa per il futuro dell’ENEA.

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