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ENEA: modalità partecipative? NO! Oscurato anche il piano triennale di attività, ridimensionate le relazioni sindacali

Sul nuovo strappo lettera di diffida della FLC CGIL con eventuale e tentativo di conciliazione.

03/03/2017
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Dopo il blitz sullo Statuto, ancora non reso pubblico al momento,  che ha sancito una centralizzazione del tutto anomala, ormai di controllo partitico, nella governance di un ente tecnico scientifico di eccellenza ma anche per un ente pubblico, abbiamo una nuova conferma della prassi che si intende seguire nelle relazioni, considerate un intralcio purtroppo da subire dalle norme e che si tende quindi sostanzialmente a depotenziare così come il costituendo Consiglio Scientifico che l’ENEA è stata costretta a considerare  dal decreto legge 218/2016. Siamo stati convocati per martedì 7 marzo 2017 su “piano di fabbisogno triennale” (sia assunzioni, 96 quest'anno, solo il turnover - abolito negli EPR! -, la metà del possibile e del necessario per ipotizzare un rilancio dell’ente dopo la fine del commissariamento, sia le proiezioni possibili numeriche di carriera rinviando al possibile sblocco anche contrattuale, nonché dallo stesso decreto Madia in consultazione parlamentare). L’incontro è previsto appunto il 7 marzo pomeriggio e l'8 è convocato il CdA ENEA per il varo da inviare al vigilante. Quindi essendo il piano triennale un complesso economico di tutto il personale significa che è poco credibile che esso possa essere modificato in poche ore, quindi si deduce che le eventuali osservazioni sindacali, come prassi del vertice, sono per l'ENEA irrilevanti. Inoltre esso deve avere coerenza con quanto sottoscritto il 14 novembre sul precariato interno e le organizzazioni sindacali dovrebbero senza documentazione valutare all’istante la coerenza delle soluzioni proposte con quanto sottoscritto. Sappiamo, poi, che l’ENEA ha predisposto una ricognizione sul pensionamento previsto nel triennio ma non si hanno dati, almeno come FLC CGIL, in proposito. Così come non abbiamo dati sul personale parasubordinato che deve essere considerato nel piano triennale, come precisato negli indirizzi gvernativi. Inoltre il piano di fabbisogno si basa sul piano di attività che desta interessamento e preoccupazione, nel momento in cui l'ENEA prefigura nel 2017 una crescita zero, e quindi con evidenti rischi programmatici  e una ulteriore diminuzione di spese del personale.

Questo è articolo 7 del decreto 218/2016, si vede chiaramente che il piano di fabbisogno è collegato al piano di attività che invece l'ENEA tiene riservato
1. Gli Enti, nell'ambito della loro autonomia, in  conformità  con le linee guida enunciate nel Programma Nazionale della Ricerca di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 5  giugno  1998,  n.204, tenuto conto delle linee di indirizzo del Ministro  vigilante  e dei compiti e delle responsabilità previsti dalla normativa vigente, ai fini della pianificazione operativa, adottano un  Piano  Triennale di Attività, aggiornato annualmente, con il quale determinano  anche la  consistenza  e  le  variazioni  dell'organico  e  del  piano   di fabbisogno del personale.

 La lettera inviata il 2 marzo 2017 all’ENEA

Oggetto: Richiesta di adempimenti di corrette relazioni sindacali in relazione convocazione incontro ENEA prot.n. ENEA/2017/10126/PER-ROS

Con lettera riportata in oggetto, l’ENEA ha convocato una riunione sindacale per il giorno 7 marzo 2017 con all’OdG “piano dei fabbisogni del personale”. Siamo peraltro a conoscenza che il giorno 8 marzo è convocato il CdA per la approvazione del medesimo e quindi viene rilevato, preliminarmente, che tale piano presuppone, riguardando tutto il personale, delle proiezioni finanziarie di tipo complesso, e pertanto una convocazione  per la dovuta informazione preventiva così a ridosso della riunione di ratifica lascia intendere una sostanziale irrilevanza per gli organi di vertice di codesto ente di ricerca di quanto potranno, in via consultiva, esprimere le OO.SS su un punto di largo interesse e attesa tra il personale nei suoi riflessi per le attività, per le proiezioni di evoluzione professionale interna, nonché, ovviamente per le attese del precariato interno. Si fa presente, a tal riguardo, che in relazione al precariato esiste un verbale di accordo del 14 novembre 2016, che le OO.SS dovrebbero, invece, su informazioni verbali e all’istante valutarne la congruità.

Si evidenzia che il DL 218/2016 all’articolo 7 precisa che “gli Enti adottano un Piano triennale di attività, aggiornato, annualmente con il quale determinano anche la consistenza e le variazioni dell’organico e del piano di fabbisogno del personale”. Del Piano triennale di attività che deve essere approvato dal CDA per essere inviato al Ministero vigilante non vi è nessuna traccia nella  convocazione. Eppure si tratta di un documento di largo interesse per i dipendenti dell’ente, dei nostri iscritti, ed anche della comunità scientifica che secondo la Carta, avrebbe il diritto ad  efficaci misure di partecipazione nelle fasi decisionali di programmazione.

Ma in questo caso non è vi nemmeno una vaga informazione. Non solo, si viene a conoscenza che in alcune Unità sarebbero state programmate prossime iniziative sul pieno triennale programmatico, un piano, appunto, di cui OO.SS sono state appositamente tenute all’oscuro. Ma il grave è che non solo si omette un documento importante per la vita dell’ente,  ma il fatto che esso è alla base, appunto,  del punto stesso all’ODG, che risulta quindi troncato del documento di impostazione madre, che invece segregato al massimo riserbo. Infatti il decreto 218/2016 fissa il piano di fabbisogno come derivato dal piano di attività triennale.

Si sottolinea, poi, che in una reiterazione di violazioni di quanto previsto nelle relazioni sindacali, in vista del 7 marzo non vi è la prevista documentazione su una materia che appunto composta di molteplici dati quantitativi che non possono essere considerati dettagli irrilevanti.

A tal proposito si sottolinea che il dovere di completezza documentale non è solo presente nel protocollo d’intesa sulle relazioni sindacali interna all’ENEA del 2 dicembre 2013, ma esso è richiamato in modo puntuale nel Contratto nazionale EPR (CCNL 2002-2005 art. 31)  laddove si precisa che l’informazione debba  basarsi sulla “trasparenza decisionale” e “la prevenzione dei conflitti”. Infatti vi si afferma coerentemente che “ gli enti sono tenuti a fornire un’informazione preventiva, facendo pervenire tempestivamente la documentazione necessaria”.

Va sottolineato, poi, che se la legge 150/2010 ha modificato le relazioni sindacali, sottraendo materie alla contrattazione, questa modifica è comunque interna al complesso delle relazioni sindacali che il contratto suddetto indica in “5 tipologie” (contrattazione, informazione, concertazione, consultazione, interpretazione autentica dei contratti), ma  viene specificato che le regole della rappresentanza e della correttezza della relazioni  valgono, al contrario di quanto sembra dedursi dal comportamento adottato  dall’ENEA, per tutte e 5 le tipologie di relazioni.

Per questo motivo la scrivente organizzazione sollecita formalmente l’ENEA, sin a partire dal prossimo incontro del 7 marzo,  ad adeguare l’atteggiamento complessivo nelle relazioni,  quindi anche conformando la completezza degli argomenti all’ODG senza elusioni e fornendo la relativa documentazione.

Qualora l’ENEA non intenda adeguare quanto richiesto nel comma precedente sin dal 7 marzo prossimo la scrivente organizzazione chiede l’attivazione immediata ai sensi dell’ articolo 1.5 del protocollo di relazioni sindacali, in coerenza art. 37 del suddetto  CCNL EPR, dell’istituto dell’interpretazione autentica dei contratti, col coinvolgimento dei firmatari, sul tema delle relazioni sindacali riguardanti la completezza dell’informazione.

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