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Mobilità: l’ENEA smentisce opacità e blacklist. I fatti smentiscono l’Ente

Documento della FLC CGIL Casaccia Riconsiderare i casi contestati.

20/12/2016
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TRASFERIMENTI FORZATI E POCA TRASPARENZA

RIPRENDE L’INIZIATIVA SUI TEMI DELL’ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO

Si sentiva parlare da qualche mese di una sospetta lista di trasferimenti. L’ENEA però smentiva. Avuto certezza di elementi oggettivi, la preparazione di lettere in proposito, ci siamo fatti promotori, il 23 novembre alle ore 19, insieme alle altre OO.SS confederali, di un incontro urgente. L’incontro è stato subito fissato  addirittura per il giorno dopo, il 24 alle 10. Evidente la fretta che si aveva su decisioni già assunte nella totale opacità. La protesta per questi metodi, a prescindere dal merito, è stata unanime. Veniva richiesta unitariamente con forza un’attenzione particolare alla professionalità e alla coerenza con le mansioni future. Anche il Cug ha riportato proteste e preoccupazioni diffuse. L’ENEA, a sua volta, nel comunicato, riportato Intranet del 24 novembre, riteneva addirittura “non dovuto” l’incontro, in base a presunte nuove regole di contrattazione.

È vero che le materie dell’organizzazione del lavoro Brunetta le ha cancellate dai contratti come prerogativa sindacale, ma ciò non toglie il diritto alla informazione e l’obbligo della trasparenza. Poi, la Carta dei Ricercatori Europei con la legge Madia sugli EPR diviene non solo “assunta”, cioè a parole, ma vincolante per gli enti. È vero, poi, che nel regolamento specifico sulla mobilità si afferma che un trasferimento nello stesso centro possa avvenire, a parità di professionalità, senza il consenso del lavoratore, ma non c’è scritto senza preavviso e possibilità di confronto.

L’ENEA comunque all’incontro parla di 57 trasferimenti. Il 60% nel dipartimento Sostenibilità il quale deve ridurre i costi complessivi del personale di ben il 5%, sintomo di difficoltà che hanno generato preoccupazione diffusa, sfociata in una lettera ai dipendenti.

Le motivazioni addotte non sono univoche:  si parla di un addendum di assestamento della precedente assegnazione al 1 luglio 2015, si parla di costi da riequilibrare, essendo il bilancio trasformatosi in sottoinsiemi di dipartimenti da tenere in equilibrio.

Ma i fatti smentiscono l’ENEA. Sulle responsabilità della non informazione l’ENEA centrale fa ricadere la responsabilità alle unità, ma queste, poco credibilmente,  l’attribuiscono al Personale. Perché tutto poco credibile? Perché, in effetti la gran parte del personale è stata informata e in molti casi coinvolta positivamente nelle scelte. Questo evidenzia una difformità di trattamento, giacché appare evidente che proprio chi poteva obiettare nella  decisione e sulla destinazione non è stato informato. Segnaliamo il non rispetto del previsto vincolo di legge sulla mobilità ”rispetto del principio di pari opportunità”.  Non solo. Si viene a sapere che tutto nasce da una documentazione, sin dal giugno scorso, redatta in primis a cura dai capi laboratorio e poi via via nella scala gerarchica finoa Roma sede. Quindi appare una schedatura su professionalità, su chi fa che cosa, su chi svolge attività di ricerca attiva o passiva o chi svolge attività di sviluppo e in quali percentuali. Diciamo appare perché non si conoscono i dettagli, ma comunque si è trattato di una classificazione informatica con dati sensibili. Qualcuno di noi ha visto questi dati sensibili? È stato informato degli obiettivi, delle metodologie usate?

Quindi un processo opaco e discriminatorio. Ad alcuni si accoglie domanda di trasferimento, ad altri si dà possibilità di scelta di destinazione. Discriminazione avvenuta soprattutto nel dipartimento SSPT, dove si evidenzia anche assenza di criteri oggettivi tipo trasferimento dopo 30 anni di laboratorio ad uffici di ISER.

Grave, poi, la motivazione data in alcuni casi, laddove i motivi professionali giustificabili sono introvabili. Infatti in alcuni casi la motivazione di trasferimenti di ricercatori dalla Divisione BIOAG ai servizi tecnici della Direzione Casaccia, dove non si fa ricerca, è stata ricondotta ad un’attività della Commissione RSU che da quattro anni in maniera volontaria sta cercando di suggerire soluzioni per una riconversione della ‘gestione del Centro, verso politiche sostenibili e virtuose. Il mettere a disposizione il proprio tempo, anche per consulenze su emergenze ed anche con studi al di fuori dell’orario lavorativo (sono stati persino rifiutati permessi di partecipazione a riunioni in quanto ritenute attività sindacali!) accanto all’attività di ricerca, per promuovere la sostenibilità nel Centro, è stato strumentalizzato penalizzando le professionalità con un evidente demansionamento.

La FLC CGIL oltre alla protesta per invertire questo clima di opacità richiede la riconsiderazione di destinazione dei casi critici. Non solo, ma in caso contrario darà assistenza legale opportuna.

Tuttavia mentre si deve allargare la protesta su questa concezione dei lavoratori (vi è stata anche una petizione nel Dipartimento SSPT e vi è stata una presa di posizione della RSU) occorre riprendere l’attenzione su tutta l’organizzazione del lavoro. Sappiamo il problema di una struttura iper-gerarchica e non trasparente nelle nomine.  Assenza quasi totale di giovani ricercatori nei laboratori, con strumentazioni spesso obsolete ed un apparato burocratico che congela le operazioni con lunghi tempi di attesa, in edifici fatiscenti, con servizi ormai ridotti al limite. Dopo essere riusciti ad affermare  che l’ENEA finalmente è un ente di ricerca con piena legittimità, dopo aver ottenuto che vi sarà uno sblocco delle assunzioni (oltre 100 finalmente nel 2017), occorre rivolgere l’attenzione alle modalità del lavoro concreto. Martedì prossimo l’ENEA presenterà il primo atto per il 2017: la proposta di Statuto. All’interno di esso si deve contemplare per la FLC un primo atto determinante: la creazione, da sempre boicottata dall’ ENEA, del Consiglio scientifico con componente elettiva. Anche noi che siamo nel centro più grande dell’ente dobbiamo dare il nostro contributo al miglioramento delle condizioni di lavoro e al nuovo contratto

_______________________                                                                         

Roma 23 novembre 2016

Dr. David Ansanelli
Responsabile relazioni sindacali ENEA

Oggetto: urgente comunicazione preventiva su processi di mobilità in corso nell'ambito di processi di riorganizzazione ulteriore

Le scriventi OO.SS chiedono un incontro urgente per una informazione adeguata, esaustiva e preventiva su processi di mobilità di personale in corso nell'ente, in considerazione anche che essi si attiverebbero come momenti di riorganizzazione senza che si abbia conoscenza degli obiettivi e delle metodologie utilizzate per individuare  e censire quote di personale, nonché senza che si abbia notizia di delibere del Cda nel merito. Con i migliori saluti

Alessandro Castellana (FIR CISL) Marcello Iacovelli (UIL RUA) Carlo Buttarelli (FLC CGIL)

contratto EPR 2006- 2009

ART. 20 – MOBILITA’

1. In attuazione dell’art. 30, comma 2, del D. lgs. n.165/2001 e successive modificazioni e integrazioni, gli Enti, in sede di programmazione del fabbisogno di personale, sono tenuti ad individuare, previa contrattazione integrativa, i profili, i livelli ed il numero dei posti da rendere disponibili per le procedure di mobilità volontaria ed obbligatoria.

Sul tema la legge Brunetta ridurrà la contrattazione prevista ad informazione, che però deve essere esaustiva. 

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