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ENEA: ma quali dispendiosi concorsoni? Occorre stabilizzare i precari con la Madia!

Necessario liberare parte delle risorse per valorizzare il personale bloccato da anni.

14/07/2017
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L’ENEA appare sempre più una repubblica eccentrica nel panorama della ricerca pubblica e penalizzante nell’ambito della rete degli enti pubblici di ricerca. Il governo decreta un progetto di stabilizzazioni, l’ENEA che fa? Invece delle stabilizzazioni indice concorsoni nazionali bloccando l’ente per mesi, dilapidando ingenti risorse pubbliche.

Mentre si era in attesa dello sblocco del piano di fabbisogno presentato a marzo dall’ENEA e per il quale era stata realizzata anche una manifestazione il 30 maggio scorso  con un incontro al MISE da parte delle OO.SS, il 22 giugno è stato tuttavia pubblicato in Gazzetta Ufficiale il D.lgs. 75/17, attuativo dell’articolo 17 della legge 124/15 (la cosiddetta Legge Madia).  

L’articolo 20 del nuovo decreto Madia riporta come titolo “Superamento del precariato nelle pubbliche amministrazioni”. Ovviamente siamo ancora lontani da quell’obiettivo ambizioso, ma nel concreto il Governo ha dato via libera alla possibilità di stabilizzare i lavoratori precari impiegati da anni nella Pubblica Amministrazione e bandire procedure concorsuali riservate per i titolari di contratti di lavoro flessibili. In concreto:

  • Nel comma 1 dell’art.20 si prevede la possibilità, prioritaria, di trasformare direttamente già all’1.1.2018 i contratti TD in TI per coloro che hanno maturato, o maturano, almeno tre anni di anzianità al 31 dicembre 2017 con contratti anche non continuativi negli ultimi 8 anni e che siano stati reclutati con procedure concorsuali;
  • Nel comma 2 dell’art 20 si prevede che l’Ente appronti procedure concorsuali riservate per il 50% ai titolari di un contratto di lavoro flessibile (A/R) e che abbia maturato, alla data del 31 dicembre 2017 almeno tre anni di contratto, anche non continuativi, negli ultimi otto anni.

Ora, non si può non tener conto di queste nuove norme. Il piano di fabbisogno, ideato a dicembre e formalizzato a marzo, ha delle novità legislative che non possono essere ignorate!

Il Piano di fabbisogno era stato presentato come uno strumento in primo luogo per “consolidare le competenze già attive” in relazione alle attività programmatiche strategiche dell’ente. Questa impostazione, a favore dei colleghi precari, era stata messa in risalto dall’ENEA per giustificare l’appostamento esclusivo delle risorse disponibili per questo scopo, negando di fatto qualsiasi possibilità di evoluzione professionale degli attuali 2500 dipendenti, in una situazione di blocco di oltre otto anni. Criticando tale impostazione, vi era tuttavia una sensibilità e disponibilità nel dare priorità al personale precario. Ma ora la maggioranza del personale precario può avere addirittura soluzioni migliori di quelle sin qui ipotizzate, perché penalizzare il personale, mentre sappiamo peraltro si sta progettando una nuova inaudita ondata di incarichi di responsabilità?

Occorre segnalare che sta partendo il contratto 2006-2009 e l’ENEA di fatto vanifica in questo modo due anni di questo prossimo contratto triennale, già risicato dalle finanziarie.

Elaborando i dati ARAN si può affermare che attualmente un 10% del personale ENEA ha avuto incrementi che lo collocano al 20% sopra il comparto, lasciando il restante personale che era già all’8% sotto gli EPR nel 2009, a un meno 20% di un collega EPR. Questo vale per uno CTER che prende esattamente 500 euro di indennità di ente in meno degli EPR e si trova di media due posizioni economiche o livello più in basso, rispetto ai colleghi EPR. Questo vale ovviamente anche per i ricercatori principalmente di 3 e 2 livello, senza incarichi di responsabilità, ringiovaniti nelle “anzianità” di fascia. Gli incarichi vengono visti da questa gestione come unico modo di adeguamento salariale, come strumento di consenso, deteriorando alla lunga il complesso della qualità della governance e portando l’ENEA al record italiano delle posizioni di responsabilità.

Questa ossessione contro ogni possibilità di avanzamento professionale con metodi obiettivi del personale è dimostrata dal fatto che, nonostante sia prevista dal contratto e dalle intese raggiunte, ci si rifiuti persino di applicare anche la mobilità orizzontale tra profili a costo zero.

Oggi la Madia, consentendo dal 1 gennaio 2018, un processo di stabilizzazione e una riserva per gli assegnisti, di fatto rende inutili gran parte delle procedure concorsuali previste, i cui esiti coincideranno temporalmente al primo gennaio 2018, quando è possibile in automatico la conversione di un contratto da TD a TI.

Quindi,  a nostro parere il piano di fabbisogno deve essere rivisto per consentire un primo passo di adeguamento professionale interno con le risorse liberate dalla Madia. Occorre considerare che tutti gli enti hanno già predisposto, anche per il 2016 e 2017, un cospicuo numero di passaggi di livello. L’ENEA solo un nuovo cospicuo numero di incarichi?

La legge Madia entrerà in vigore a gennaio del 2018, quindi a ridosso delle complesse procedure di reclutamento che si intendono attivare da questa estate 2017. Perché non tenerne conto, dato che la stessa offre un migliore livello di garanzia rispetto alla semplificazione e ai costi delle procedure concorsuali, e rispetto alle aspettative di una parte dei precari coinvolti? Inoltre, si libererebbero risorse che possono essere dirottate verso progressioni professionali dei dipendenti. Dire, invece,  che le progressioni professionali saranno attivate solo nel 2018 significa in realtà affermare il fatto che queste saranno prioritariamente rivolte ai responsabili (già oltre 200, il doppio dell’INFN e del CNR in proporzione, ma il paragone col CNR come è noto vale solo nei pochi casi in cui il riscontro è negativo per i dipendenti ENEA).

Il piano di fabbisogno va rivisto, considerando che la maggioranza dei TD può essere stabilizzato senza ulteriori prove concorsuali e che il 50% degli A/R può avere una riserva nel 2018. In sostanza si tratta di ripartire meglio le risorse 2017 e mirare ai concorsi necessari solo per profili, assegni, e questioni, già note al tavolo, che non vengono  risolte dalla legge Madia.

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