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ENEA: incontro 7 marzo, aperto il confronto sulle 168 assunzioni concorsuali previste nel 2017

La FLC insiste: massima tutela dei TD, ma anche dei para-subordinati. Si riapre la stagione contrattuale 2016-2018. Che fa il vertice? Blocca in anticipo ogni avanzamento del personale anche nel 2017!

08/03/2017
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Si è tenuto il 7 marzo, come previsto, il primo incontro sul Piano Assunzioni 2017 nell’ambito del Piano di Fabbisogno triennale che il CdA si appresta ad approvare. Ricordiamo che l’ENEA si è impegnata con l’accordo del 14 novembre scorso a garantire una riserva di posti per il personale precario e  anche “ad apprezzare l’esperienza pregressa maturata in ENEA quale elemento di valutazione”…nonché  ad incontrare le OO.SS ”per una valutazione congiunta delle possibili opzioni volte a consentire il mantenimento delle competenze formate nell’ambito delle attività assicurate dai rapporti di lavoro flessibile in essere nell’Agenzia”. L’accordo, quindi, riguarda  oltre i “tempi determinati” anche gli “assegni di ricerca”.

 Dopo questo primo incontro è prevista per il prossimo 12 aprile una prima giornata operativa tra le parti per esaminare il percorso attuativo, nel contempo il Ministero vigilante dovrà esaminare (60 giorni) quanto approvato dal CdA.

La rappresentanza ENEA nella sua relazione introduttiva non è andata oltre la presentazione delle tabelle che erano state già consegnate alle parti sociali,  e ha affermato che il budget delle assunzioni è comunque inferiore a quanto sarebbe possibile spendere secondo le disposizioni della 218/2016. L’ENEA quindi avrebbe potuto realizzare un piano più ambizioso per ritornare nel 2018 ai livelli di 2.900 dipendenti, dato che era stato approvato dal Cda nel maggio scorso, anziché attestarsi al dato, comunque migliorativo, di 2.750.  Comunque continuiamo a non sapere nulla della programmazione triennale che costituisce la base del piano assunzione presentato, nemmeno della relazione illustrativa di accompagno alle tabelle quantitative consegnate.  Insomma si resta in piena ormai cronica opacità della gestione. Una opacità su cui ormai riflettere, se pensiamo, al contrario,  che il Presidente dell’INFN, come altri enti, ha dichiarato formalmente che il Piano triennale intende costruirlo in un clima partecipativo. 

 Nel Piano per il 2017 l’ENEA non ha previsto riammissioni in servizio, mentre sono state approvate tre assunzioni in mobilità. Il numero dei precari presenti in ENEA, a parte quelli nelle ditte terze, sono 96 tempi determinati (di cui 19 fruitori della riserva particolare L. 125/2013) e 45 assegni di ricerca. L’ENEA ha dichiarato che sono 37 i tempi determinati laureati che risultano sotto inquadrati nella figura di Funzionario di Amministrazione. L’ENEA, come già detto,  ha precisato che i dati comunicati  sono meglio esplicitati nella relazione di  accompagno; la quale però non è stata consegnata alle organizzazioni sindacali.

Inoltre per quanto riguarda lo sviluppo delle progressioni di carriera del personale l’ENEA, saranno prese in considerazione  nel Piano di Fabbisogno soltanto dal 2018, in contrasto con il documento sottoscritto nel novembre scorso tra OO.SS e Funzione pubblica ai fini dell’apertura contrattuale 2016-2018. L’ENEA, a differenza di tutti gli altri EPR,  gioca d’anticipo contro ogni miglioramento del personale e tronca due anni su tre di sviluppo professionale interno. Un atto di voluto disinteresse verso i dipendenti che si mette in contrapposizione alla positiva evoluzione del precariato interno.

La FLC dal canto suo ha fatto notare che:

  • Sarebbe stato opportuno, come già formalmente richiesto dalla FLC CGIL, consegnare alle OO.SS le relazioni di accompagno e programmatiche, a cui l’ENEA stessa ha fatto riferimento,  per permettere una maggiore comprensione dei dati da parte delle OO.SS e del personale 
  • Non ritiene opportuno ricorrere a concorsoni generici, ma a procedure specifiche in grado di valorizzare “effettivamente le competenze formate nell’ambito delle attività in essere nell’Agenzia” e in questo senso valorizzare in modo più congruo le riserve ( se i concorsi sono contestuali, si può fissare un numero massimo di partecipazione ad essi).
  • Come previsto dalle norme, il Piano assunzionale deve prevedere la riserva fino al 50% per il personale a tempo determinato, di cui il 20% avverrà di fatto per il personale che gode del requisito di anzianità previsto dalla 125/2013, quindi anche a prescindere dalla posizione in graduatoria, il restante 30% in generale tra i TD.  Quindi a questo punto,  se si opera in meglio rispetto ai bandi, sulla carta, giacché occorre verificare la ripartizione fra la varietà dei profili,  si potrebbe arrivare anche a circa 80 TD che potrebbero rientrare con questa peculiarità.
  • È stata posta la priorità concorsuale, oltre che per coloro che hanno i contratti in scadenza già a partire da giugno-luglio  di quest’anno,  dei 37 laureati tecnici che risultano inquadrati nel profilo ibrido dei Funzionari di Amministrazione. Si prende atto che l’ENEA si impegna a valorizzare l’esperienza di quanto effettivamente svolto e richiesto nel loro concorso. Quindi concorsi al 3 livello, o come ricercatori o come tecnologi, da verificare tecnicamente. Essendo per questi Td  svantaggiosa la stabilizzazione, al momento prevista nel 2018, ma che comunque avverrà a parità di profilo, si dovranno prevedere concorsi per tutti i 37. La stabilizzazione resta una seconda chance.
  • Nella proiezione delle assunzioni la quota prevista per i tecnici CTER risulta nettamente ridotta e questo potrebbe danneggiare l’operatività di laboratori e impianti trasformando i tecnici in “merce rara” dentro un ente che formalmente è ancora di ricerca e innovazione, quindi con impianti,  laboratori, dimostrazioni, oltre che di consulenza
  • Anche gli assegni di ricerca, particolarmente i “senior”,  devono essere contemplati nel Piano Assunzionale già nel 2017, senza attendere il Decreto Madia, che dovrebbe prevedere per il 2018 una riserva per i para-subordinati pari al 50%. A tal proposito dalle tabelle si evince  che l’ENEA prevede   un numero consistente di assegni di ricerca nell’ambito del triennio. La FLC ribadisce  che la figura prevalente di contratto deve essere ormai solo il tempo determinato, salvo casi eccezionali e non già di normale programmazione. Prendiamo atto che l’ENEA ha confermato che quelle proiezioni sono state predisposte a garanzia dei rinnovi per tutti gli assegni in essere.
  • Dopo un blocco contrattuale di otto anni, le proiezioni sulle progressioni interne  avrebbero dovuto essere configurate già dal 2017. In particolare si ricorda che il contratto, si spera di prossima apertura, non inizia nel 2017  ma riguarderà il triennio 2016-2018. Togliere anche un secondo  anno di possibili e legittimi avanzamenti è nettamente in contrasto con gli interessi dei lavoratori, con quanto sta avvenendo negli altri EPR, con gli stessi indirizzi indicati dalla Funzione pubblica. Tutto questo comporterà che vi sarà solo un limitato spicchio 2018 per le progressioni, col rischio che esse siano condizionate da interessi del vertice. Questo blocco delle carriere determinerà un ulteriore arretramento del personale ENEA (parliamo della media e non dei ruoli di vertice) rispetto a quello del Comparto. I dati Aran vedono l’ENEA con medie retributive del 7% inferiori al resto del comparto. Mentre nelle indennità di responsabilità (circa un milione e mezzo, anche su questo nulla è chiaro) siamo quasi al doppio delle medie EPR.
  • Si segnala inoltre che è stato sottoscritto di recente un accordo integrativo che prevede  l’attivazione della mobilità orizzontale tra profili. Un impegno quindi che non può essere eluso. Il  contratto nazionale, inoltre, prevede opportunità di evoluzione tramite concorso per coloro che acquisiscono successive qualificazioni. Dalle tabelle ricevute, non si evince che questi meccanismi siano stati presi in considerazione.  
  • Si sottolinea, inoltre, che le tabelle di equiparazione sottoscritte tra le parti nell’entrata nel Comparto Ricerca hanno determinato, per pregiudiziale ENEA, l’anomalia, unica negli EPR, di contenere tutte le progressioni di carriera nell’ambito del fondo, oggetto di contrattazione, anziché del bilancio come avviene in tutti gli EPR. Di questo va tenuto conto nella programmazione delle carriere interne. Non vorremmo che si parli di questo argomento a nostra insaputa e in modo unilaterale da parte dell’ente nei documenti programmatici, appunto perché argomento contenuto nel fondo, come si evince anche dalle tabelle allegate al recente contratto integrativo.
  • È stato sottolineata, poi, l’opportunità di ricorrere a scorrimento di graduatorie. L’Enea ha confermato i dubbi per rischi di ricorsi, essendo molteplici le graduatorie presenti. Un argomento da riprendere il 12 aprile.
  • Infine, vanno considerati con la dovuta attenzione quelle situazioni di precariato, che si concretizzano in ex-precari ENEA di cui  alcune Unità continuano ad avvalersi attraverso esternalizzazioni terze. Riteniamo sia un atto di onestà professionale l’impegno  da parte dei responsabili di quelle Unità di richiedere all’ENEA  bandi rispondenti a quelle attività.  

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