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ENEA: il 25% delle assunzioni vada ai centri del Mezzogiorno!

Priorità alla valorizzazione del personale e dei centri di ricerca. Le RSU di Brindisi, Portici, Bologna e le altre hanno la controparte a Roma, unica per tutti i centri!

16/07/2018
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Affollata assemblea nel Centro di ricerca ENEA di Brindisi che si è trasformata in una assemblea generale di tutto il centro con la partecipazione della FLC CGIL, della UIL RUA, della RSU. In sostanza  la quasi totalità della rappresentanza.

I temi del declassamento progressivo e di abbandono del Centro che, in termini di logistica e nelle competenze, era fiore all’occhiello della ricerca sull’innovazione nel Meridione è divenuto il tema centrale dell’assemblea che ha messo in evidenza alcuni punti prioritari di controtendenza al’interno di una governance più centralistica e sempre meno interessata alla valorizzazione del personale. Hanno partecipato all’assemblea dirigenti provinciali e nazionali delle OO.SS.. Ora l’attenzione si sposta agli altri centri del Sud per realizzare un momento di sensibilizzazione sullo scarso impegno nel Sud da parte dell’ENEA.  


Mozione assemblea del personale della sede di Brindisi in data 13 luglio 2018

Venerdì 13 luglio si è svolta presso la sede ENEA di Brindisi un’assemblea del personale a cui hanno partecipato le rappresentanze sindacali di FLC CGIL e UIL RUA e la RSU, in sostanza la quasi totalità della rappresentanza dei lavoratori. Il personale riunito in assemblea ha deciso all’unanimità la formulazione della seguente mozione d’ordine, articolata in sette punti:

  1. Si critica l’attuale modello organizzativo di tipo centralistico, dirigistico e appesantito da un’eccessiva burocrazia interna. Esso è poco adatto alle esigenze delle attività di ricerca in un contesto europeo, riducendo apprezzabilmente l’autonomia dei ricercatori - ritardandone quindi la capacità di risposta alle chiamate - e ostacolando nei fatti l’attività con una serie di legacci burocratici che spesso appaiono al personale come fini a se stessi.
  2. Si chiede una distribuzione più equa delle nuove assunzioni. L’ultimo bando, ancora in corso di svolgimento, ha fortemente penalizzato i centri di ricerca meridionali. Si chiede che almeno un quarto delle nuove assunzioni in programmazione vadano ai centri meridionali per colmare in parte lo svantaggio accumulato, consentendo finalmente la stabilizzazione dei colleghi precari, principalmente assegnisti, con diversi anni di esperienza maturata in ENEA e prevedendo anche nuovi profili.
  3. Si lamenta il poco decentramento delle responsabilità nei centri meridionali. In particolare, a fronte di 150 incarichi di responsabilità a Roma, a Brindisi c’è un solo responsabile di terzo livello. La situazione presente è indicativa di poca attenzione verso le competenze e le sensibilità locali, ovvero di attenzione selettiva al solo margine verso i progetti che si eseguono nelle sedi “periferiche”.
  4. Si giudica negativamente un atteggiamento inutilmente penalizzante verso il personale: la recente vicenda dell’assorbimento dell’assegno ad personam nei confronti del personale con profilo CTER è al riguardo emblematico. Non si comprendono inoltre i motivi di certe scelte nel nuovo regolamento missioni, che sembra frutto di decisioni aliene rispetto a chi svolge attività di ricerca. Occorrerebbe, invece,  un  atteggiamento che favorisca un clima più sereno per per il proficuo svolgimento delle attività; ad esempio, si potrebbero fare accordi con le Università per favorire dottorati per laureati interni al fine di consentire la possibilità di concorrere al profilo di Ricercatore-Tecnologo, come già accade al CNR e all’INFN. Si sollecita, infine, una versione dell’istituto delle ferie solidali aperta ai figli a carico e non strettamente “minori”.
  5. Si chiede di procedere con un nuovopiano di valorizzazione del personale cominciando con l’applicazione di tutti gli strumenti possibili, tra cui l’attuazione dell’art. 15, come stabilito da una recente sentenza della Corte di Cassazione.
  6. Si sottolinea il continuo verificarsi di emergenze logistiche – alcune anche gravi come la mancanza d’acqua - nella sede di Brindisi, nonostante le segnalazioni e le denunce che da anni le varie RSU e i vari RLS che si sono succeduti hanno fatto, anche a livello centrale. La piena agibilità della sede di Brindisi richiede un serio e idoneo piano di investimenti da parte dell’ENEA, attraverso l’acquisto degli edifici attualmente in uso.
  7. Si giudica inaccettabile e in aperta trasgressione all’articolo 66, comma (b), del vigente CCNL la mancanza di un interlocutore locale per le questioni in passato di competenza delle vecchie Direzioni di Centro. Non è possibile che l’interlocutore “vero” della RSU di Brindisi/Bari/Foggia si trovi a Roma.

L’assemblea del personale della sede di Brindisi
La RSU di Brindisi/Bari/Foggia

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