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ENEA: contratto integrativo, pesanti e inappropriate osservazioni dalla funzione pubblica

Superati i termini previsti dalle procedure di certificazione degli accordi, oltre i quali scatta il silenzio assenso, per osservazioni e rilievi di MEF e FP. I sindacati chiedono al Commissario di sottoscrivere l’ipotesi di accordo del 6 novembre 2014.

11/02/2015
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Il 6 novembre 2014 abbiamo sottoscritto (FLC CGIL, UIL Rua, Anpri) un’ipotesi di accordo integrativo su alcune materie di particolare interesse. Parliamo del conto terzi, dell’istituto dell’anticipo di fascia stipendiale per ricercatori e tecnologi, lavoro in turno, missioni all’estero, rimborsi per indennità chilometrica, ecc. Materie previste dal contratto EPR e che non potevano essere contemplate nelle tabelle di equiparazione, all’atto della stipula del contratto integrativo per l’omogeneizzazione delle norme ENEA con quelle del comparto ricerca. Materie per le quali si era in grave ritardo, come il conto terzi e l’anticipo di fascia, a causa di un atteggiamento dilatorio dell’ente, che sugli anticipi di fascia, ad esempio, lasciava che si perdessero le decorrenze del 2011 e 2012 per non aver provveduto ad appostare per tempo le risorse necessarie; per non dire del conto terzi che sarebbe operativo solo dal  2015. 

A marzo 2014, dopo molti mesi di trattativa, si era arrivati ad una intesa. Successivamente a seguito dei rilievi dei Revisori dei Conti, che avevano fatto delle osservazioni per restringere l’utilizzo del conto terzi, si arrivava dopo ulteriori mesi di confronto finalmente al testo finale sottoscritto in data 6 novembre. Una lunga e faticosa trattativa tra le parti che non può essere adesso mortificata.

Invece del via libera atteso, nell’incontro del 9 febbraio, siamo stati informati che la Funzione Pubblica e il MEF avevano fatto dei rilievi pesanti all’ipotesi di accordo. Le osservazioni, va detto subito, sono arrivate in ritardo rispetto a quanto previsto: infatti le norme per la certificazione degli accordi, l’art- 40 bis del Dlgs 165/2001, in proposito prevedono espressamente un mese di tempo per eventuali osservazioni e rilievi, decorso il quale, in assenza di comunicazioni formali interruttive dei termini di prescrizione, scatta il silenzio-assenso.

Generalmente, poi, in materia di rilievi, è il MEF che è più certosino per limitare economicamente gli accordi. Invece stavolta dalla Funzione Pubblica, a firma nemmeno identificabile, è arrivata una nota scritta, anche con linguaggio provocatorio, in cui si afferma che l’ENEA non avrebbe nemmeno le prerogative per raggiungere intese contrattuali, stante le procedure di omogeneizzazione fra norme del CCNL ENEA di provenienza e quelle del comparto Ricerca di arrivo. Sappiamo invece che, le materie in questione, riguardano appunto quanto previsto, cioè  “la progressiva omogeneizzazione alle norme del contratto EPR” fermo restando che per le altre materie non contemplate “si fa riferimento alle norme del contratto ENEA”. In sostanza secondo la FP, anche in modo offensivo verso il nostro ente, l’ipotesi di contratto integrativo non può avere luogo.

Appare evidente che c’è una scarsa conoscenza delle materie contrattuali e anche dei numerosi accordi di enti in vigore che hanno già regolato, ad esempio, il conto terzi in tutto il comparto, ma soprattutto una bassa considerazione dell’ENEA che è trattato come un ente di serie C.

Completamente diversi i rilievi del MEF e di tutt’altro tono la nota da loro redatta. A parte dei rilievi procedurali di facile percorribilità, il MEF mette in discussione la decorrenza  dell’anticipo delle fasce. Come detto, l’accordo in questione prevede, con relativi appostamenti di risorse (102 mila l’anno), ma solo con effetti giuridici fino all’1 gennaio 2015, l’applicazione dell’istituto già nel 2013 e 2014.  Bene, il MEF valuta ciò come se fossero concorsi esterni (quindi da assegnare alla data della avvenuta valutazione), e non già come una procedura aggiuntiva alla verifica annuale dell’assegnazione delle fasce. All’ENEA questa si è fatta nel 2014 per tutti gli anni a partire dal 2011! Inoltre parliamo di decorrenza solo giuridica. In ogni caso il MEF, fatti salvi i chiarimenti, in contrasto con quanto sostenuto dalla FP, da luogo a procedere per la firma dell’accordo.

In definitiva riteniamo inaccettabili i rilievi che il Dipartimento della Funzione Pubblica fa all’ENEA; rilievi che non hanno alcun riscontro con quanto fatto negli altri Enti di ricerca: il Conto terzi è coerente con quanto fatto negli altri enti e così l’anticipo della fasce stipendiali, così l’attività dei turnisti e dei rimborsi dell’indennità chilometrica. Soprattutto perché tali rilievi sono pervenuti abbondantemente in ritardo rispetto a quanto previsto dalla norma e quindi “rifiutabili”.

Un organo di governo deputato alla certificazione degli accordi e al rispetto di regole che la legge prevede, non può essere il primo a derogare dalle nome stesse ed essere così “sciattone” da non tenerne conto dei termini prescrittivi. Si deve essere vigilanti sempre e non solo a senso unico, cioè per danneggiare i lavoratori! Le regole valgono per tutti e se entro i termini dei 30 giorni l’Ente certificatore non ha provveduto a rimettere le segnalazioni secondo le modalità previste dalla legge, queste (le segnalazioni) sono nulle!

Vi sono quindi gli elementi, anche di merito, per la sottoscrizione definitiva del contratto, dopo anni di attesa e per evitare altri penalizzanti ritardi. Per questo chiediamo al Commissario un’assunzione piena di responsabilità.

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