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ENEA: ci si attiva nei centri di ricerca di fronte ai ventilati nuovi tagli

A Bologna partecipata assemblea e nuova mozione unitaria. Previste iniziative in altri centri. Importante è una diretta partecipazione del personale in questa fase delicata.

02/10/2014
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Prosegue l’iniziativa della RSU del Centro di ricerca ENEA di Bologna. Ma la preoccupazione si allarga anche in altri centri. Previsti attivi e riunioni. A Brindisi ci si muove per difendere il polo di ricerca, ma anche il tessuto industriale cresciuto insieme alla ricerca. Per la FLC serve un progetto per il rilancio delle attività. Bisogna intervenire su ciò che le limita. Bisogna intervenire sulla frantumazione delle strutture operative, la moltiplicazione delle caselle e delle indennità. I centri di ricerca sono infrastrutture per la crescita che non possono andare in malora, le loro strutture gestionali non possono essere distaccamenti prefettizi ma devono legarsi alle attività e al territorio.  Nel centro di Bologna dopo la presa di posizione della RSU e delle OO.SS, a seguito dell’incontro con il Commissario Prof. Testa, si è arrivati ad una assemblea generale e partecipata del personale. Confermata l’iniziativa unitaria che prosegue con una mozione che ha generato un documento. Ne riportiamo il testo. 

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Documento unitario della RSU  e delle OO.SS. del C.R. ENEA di Bologna a seguito dell’assemblea del personale del 29 settembre 2014

I dipendenti del centro di Bologna, preoccupati per quanto emerso dall’incontro del Commissario con le RSU e le OO.SS. locali, vogliono portare l’attenzione su una serie di punti riguardanti il futuro delle attività e del Centro stesso.

Le inadempienze, storicamente note, per la realizzazione di una sede di proprietà dell’Enea a Bologna, sono ora ulteriormente aggravate dall’applicazione acritica della “spending review” e dai recenti provvedimenti in materia di riduzione delle locazioni di immobili. Questa situazione, associata all’incapacità di predisporre “piani di razionalizzazione efficienti” che tengano conto delle opportunità, che pure le leggi stesse offrono, ha comportato, nel tempo, una drammatica riduzione degli spazi disponibili ed in particolare dei laboratori sperimentali. Ciò rende impossibile alle unità scientifiche di mantenersi competitive per l’accesso ai finanziamenti dei progetti e per i servizi alle imprese.

Ulteriori chiusure di sedi sul territorio comprometterebbero, quindi, irrimediabilmente le capacità operative di importanti attività di ricerca industriale come quelle del laboratorio esterno al Centro di Bologna collocato a Faenza, dove si svolgono attività relative alla ricerca e sviluppo di materiali in stretto contatto con le imprese, le industrie regionali e nazionali ed in particolare con il distretto industriale locale.

Per altro è dal 2004 che l’Enea di Bologna svolge un ruolo fondamentale nello sviluppo ed implementazione di attività di ricerca industriale e trasferimento tecnologico nel quadro dei programmi della Regione Emilia Romagna. In particolare negli ultimi tre anni, la quasi totalità delle Unità Tecniche presenti, ha partecipato, in modo considerevole, a questi progetti che hanno permesso anche l’aggiornamento delle strumentazioni scientifiche.

Queste attività sono supportate dalla fondamentale presenza di giovani ricercatori, anche se non inquadrati come tali, che rappresentano oltre il 10% del personale. A tutt’ora appare incomprensibile la risposta, data dall’amministrazione centrale alle rappresentanze sindacali nazionali, sull’impossibilità, quantomeno, di prolungare il rinnovo dei loro contratti fino a cinque anni, come consentito dalle leggi. Si ricorda che questi colleghi hanno un contratto Enea, al pari degli altri “precari” dell’Agenzia, che possono usufruire di questa opportunità e che resta comunque un problema da affrontare. Inoltre, il mancato utilizzo del turn-over previsto dalla legge comporterebbe una perdita dell'investimento fin ora effettuato.

Altre gravi perplessità suscitano le dichiarazioni sul trasferimento di personale o addirittura sulla sua messa in mobilità. Si spera che l’ipotizzato trasferimento sia verso altri Enti Pubblici di Ricerca, anche se non si comprende con quali strumenti legislativi ciò possa avvenire, né l’opportunità di un simile spostamento in assenza di un disegno di riforma complessivo dell'Enea e degli altri EPR.

Le attuali difficoltà, in cui tutta la Pubblica Amministrazione è stata messa dalle scelte politiche e di conseguenza dai recenti provvedimenti legislativi di contenimento delle spese, nel caso degli EPR e in particolare dell'Enea, da anni commissariata, sta comportando la perdita di professionalità e competenze senza che questa sia finalizzata ad una progettualità di riforma futura.

Ogni intervento di riordino su questa materia dovrebbe, invece, a nostro avviso, essere attentamente valutato e discusso con la comunità scientifica e i loro rappresentanti.

I lavoratori del Centro ricerche ENEA di Bologna, riunitisi in assemblea il 29 settembre, hanno impegnato, con una mozione, la RSU le OO.SS. affinché seguano attentamente lo sviluppo della situazione e si attivino con la massima celerità, e con gli strumenti più idonei, per evitare che la situazione evolva verso gli scenari negativi prospettati.

Per questi motivi, considerato che i tagli della “spending review” riguardano tutta l’Agenzia, si richiede un impegno delle OO.SS. nazionali su questi argomenti al prossimo tavolo di trattativa col Commissario. 

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