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ENEA: assemblea nazionale unitaria il 20 novembre per preparare le mobilitazioni previste per la ricerca pubblica

Oltre a quella del 24 in difesa del settore Ricerca, manifestazione a Montecitorio dei lavoratori dell’ENEA il 26 per uscire dal lungo Commissariamento con una governance coerente e di qualità.

19/11/2015
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Da molto tempo, da anni, qualcuno ha indicato nel 2006, non si svolgeva in ENEA una iniziativa pubblica unitaria. La prossima settimana si può definire straordinaria perché si concentrano ben tre iniziative tutte nazionali, tutte a livello unitario. Martedì si va a Palazzo Vidoni (Funzione Pubblica) per rivendicare una maggiore attenzione alla ricerca pubblica extra universitaria, che resta del tutto tralasciata, non solo deprimendo le migliaia di ricercatori che pur sono in grado di essere protagonisti di eccellenza anche a livello internazionale, ma anche gli interessi generali del paese alle prese con una ripresa che per essere duratura ha bisogno di una svolta anche nelle politiche di Ricerca e Innovazione. Invece queste vengono trascurate sia nelle risorse umane che finanziarie nonostante si introduca il nuovo sistema di calcolo del PIL, che trasforma le spese in questi settori da costi intermedi a spese per investimento. Quindi le Organizzazioni sindacali unitariamente intendono spingere per un riconoscimento della peculiarità normativa e una autonomia contrattuale degli EPR, sollecitando in particolare una regia unica di governance e un turnover completo.

L’ENEA come secondo ente di ricerca italiano può e deve avere un ruolo nella rete della Ricerca pubblica, senza suggestioni autarchiche e isolazioniste che potrebbero portare anche ad un ridimensionamento, come d’altra parte non nascosto nelle intenzioni del MISE. Per questo le OO.SS intendono sensibilizzare la politica e l’opinione pubblica sulla grave situazione dell’ente. Ma anche riaffermare che non si esce dal lungo commissariamento, imposto all’ente dal proprio ministero vigilante e dagli interessi di quei settori non interessati alla ricerca e innovazione da parte di un ente pubblico autonomo in settori importanti e strategici del paese, senza una qualità che garantisca un reale rilancio e una autonomia. Per questo si insiste per riaffermare contrarietà ad ogni ipotesi che penalizzi il ruolo della ricerca e che penalizzi, in un controllo tutto politico e verticistico delle attività, le competenze scientifiche e le potenzialità dell’ente.  In questo senso si è sviluppata una critica inedita e ormai generalizzata tra il personale al modello di riordino, così poco efficiente e che ha portato, con l’incremento dei livelli gerarchici verticali e l’assenza di procedure chiare e terze nelle nomine, ad indebolire la capacità interdisciplinare dell’ente, a ridurre  al lumicino gli interventi con le regioni, a trasformare i laboratori a meri strumenti di “controllo” del personale. Lo stesso emendamento, rivendicato dal Commissario e inserito furbescamente nel collegato ambientale approvato già al Senato, per impostare un riordino oltre il commissariamento, benché costretto ad alcune modifiche dal testo originario, lascia molte perplessità che   intendiamo mettere in evidenza.

Le OO.SS quindi non intendono stare in finestra rispetto ai prossimi scenari e di fronte a suggestioni proprietarie. Occorre una governance di eccellenza che ristabilisca piena trasparenza e semplificazione nella gestione anche quotidiana dell’ente. Ma occorre maggior rispetto anche dei dipendenti e delle loro rappresentanze legittime. Per questo nell’assemblea nazionale si parlerà anche di contratto integrativo incagliato da anni per responsabilità dell’ente, incapace di tenere relazioni pragmatiche nelle trattative, ma solo ideologiche. Il Presidente della Repubblica, ieri Nicolais, ma anche Pistella, a lungo D.G. ENEA nel periodo di sperimentazione privatistica, hanno parlato della necessità essenziale di fare squadra e interazioni nei tempi odierni della ricerca.

Proprio quello che manca all’ENEA, con questa ossessione al comando e al controllo, parafrasando modelli aziendalistici, pure sorpassati, seminando sentimenti di antagonismo col complesso dei ricercatori e dei tecnici, che non sono solo “addetti” e “forza lavoro” da “controllare nei ritmi”, ma sono loro i protagonisti di un possibile rilancio e devono essere messi in condizioni di operare al meglio. E nella ricerca questo vuol dire trasparenza assoluta, circolazione delle idee, possibilità di critica, partecipazione. Che dire, invece, quando si fa un can can e una guerra mondiale persino per 500 euro di produttività annuale, uno zero virgola qualcosa rispetto alle retribuzioni annuali del vertice, in una situazione di blocco salariale con le retribuzioni ENEA medie inferiori del 7%, dati ARAN, rispetto ai colleghi EPR. Sì, all’ENEA non si è messi bene. Ci vuole una svolta, sempre con spirito costruttivo.    

Venerdì 20 novembre ore 10,00 Sala Mimose (Casaccia)

Assemblea
(ai sensi della legge 300/70)

E’ convocata l’assemblea dei lavoratori del C.R. ENEA Casaccia, in collegamento con gli altri centri, per discutere il seguente Ordine del giorno:

  • situazione generale ENEA: riordino, emendamenti, contratto integrativo, assunzioni
  • iniziative unitarie per la Ricerca, per l’ENEA e per il Pubblico impiego
  • presidi a Palazzo Vidoni (24) ; Montecitorio (26) e manifestazione del 28

Intervengono:  C. Buttarelli (FLC CGIL), A. Castellana (FIR CISL), M. Iacovelli (UIL RUA), R. Cannata (ANPRI).

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